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Lettera aperta a Lucio Caracciolo

Gentile Caracciolo, lei è una delle firme di punta di importanti quotidiani. Non solo. È soprattutto uno degli ospiti più presenti nei salotti televisivi italiani per le sue riconosciute competenze nel campo della geopolitica, disciplina che richiede rigore analitico, imparzialità, valutazione obiettiva dei fatti. Le chiedo,

Michele MagnoMichele Magno20/11/2025Aggiornato 08/09/20262 min lettura413 parole
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Gentile Caracciolo, lei è una delle firme di punta di importanti quotidiani. Non solo. È soprattutto uno degli ospiti più presenti nei salotti televisivi italiani per le sue riconosciute competenze nel campo della geopolitica, disciplina che richiede rigore analitico, imparzialità, valutazione obiettiva dei fatti.

Le chiedo, allora, se è vero che:

la rivista Limes, che lei dirige, pubblica articoli di Vitalij Tret’jakov, giornalista e politologo russo, preside della Scuola Superiore di Televisione dell’Università Statale di Mosca M. V. Lomonosov, sottoposto a sanzioni europee dal febbraio del 2023 per il sostegno dato all’invasione russa dell’Ucraina;

la Scuola di Limes ha tra i suoi collaboratori Sergei Karaganov, politologo ed economista russo, uno dei fondatori del Consiglio per la politica estera e di difesa, nonché fondatore di piattaforme strategiche per il sostegno dell’influenza russa all’estero come il Valdai Discussion Club e la rivista Russia in Global Politics, nonché membro del Comitato scientifico del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa;

la Scuola di Limes annovera tra i suoi collaboratori anche Dmitrij Trenin, ex colonnello del GRU (intelligence militare), membro del Consiglio per gli affari internazionali della Federazione Russa;

Kaganov ha invocato l’uso dell’atomica contro la Polonia, mentre Trenin (in un’intervista rilasciata nel settembre del 2022) ha proposto il lancio “preventivo” di testate nucleari contro gli USA per riportare il “sentimento di paura nella geopolitica”;

nel team di Limes c’è il generale Fabio Mini, che a fine ottobre del 2023 ha partecipato alla conferenza di pace internazionale organizzata a Roma da un’organizzazione antioccidentale e filorussa, il Fronte del Dissenso;

nelle dichiarazioni finali di questa conferenza si afferma che l’Occidente mira a rendere vassalla la maggior parte delle nazioni del mondo, viene menzionata persino una “sanguinosa e illegale” espansione ad est della NATO e si indica la sua sconfitta in Ucraina come condizione per la pace mondiale.

Gentile Caracciolo, sia chiaro: lei ha il diritto di scegliersi i collaboratori che preferisce. Ammetterà, tuttavia, che a qualcuno possa venire il sospetto (non a chi le scrive, per carità) che dietro la sua tesi maestra della “guerra per procura”, come lei definisce la legittima resistenza armata di un popolo contro un’aggressione criminale, ci sia lo zampino del Cremlino.

Lettera già pubblicata su Italia Oggi martedì 18 novembre


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