
Trasparenza
Feedback, errori e rettifiche
Se avete trovato un errore
Questa pagina descrive che cosa succede quando un lettore ci segnala un errore, un’imprecisione o un articolo che ritiene ingiusto nei propri confronti. Non è una formula di cortesia: è la procedura che la redazione applica davvero, con i criteri che usiamo per valutare una segnalazione, i tempi entro cui rispondiamo e i casi in cui scegliamo di non rispondere.
Ultimo aggiornamento
Il rapporto con chi legge è parte della responsabilità editoriale e non un servizio accessorio, perché un giornale che non accetta di essere corretto sta chiedendo ai propri lettori una fiducia che non è disposto a meritarsi. Segnalazioni, richieste di chiarimento, osservazioni critiche e richieste di rettifica vengono quindi esaminate con gli stessi criteri con cui valutiamo il lavoro che pubblichiamo.
Che cosa ci potete segnalare#
Non tutte le segnalazioni riguardano errori, e non tutte quelle che li riguardano richiedono lo stesso tipo di intervento. Le più frequenti, e quelle per cui questa procedura è pensata, sono:
- errori materiali, refusi che cambiano il senso di una frase, date, cifre e nomi sbagliati;
- inesattezze di fatto, cioè affermazioni che i documenti disponibili non sostengono;
- attribuzioni scorrette di dichiarazioni, dati o documenti a persone o istituzioni che non li hanno prodotti;
- aggiornamenti rilevanti intervenuti dopo la pubblicazione, che rendono un articolo parzialmente superato;
- richieste di chiarimento sul contenuto o sulle fonti di un articolo;
- contestazioni e richieste di rettifica da parte di chi è direttamente interessato da ciò che abbiamo pubblicato.
L’ultima categoria ha un peso diverso dalle altre, perché riguarda persone e istituzioni di cui abbiamo scritto e che possono aver subito un danno da ciò che abbiamo scritto. Quelle segnalazioni vengono trattate con priorità e valutate direttamente dalla direzione.
Come si segnala#
L’indirizzo è rettifiche@inoltre.news. È una casella dedicata e non un recapito generico, perché una segnalazione che finisce nella posta comune insieme ai comunicati stampa ha buone probabilità di non essere letta.
Per farci lavorare in fretta servono quattro cose: il titolo o l’indirizzo dell’articolo, la descrizione di che cosa non torna, gli eventuali documenti o fonti che sostengono la segnalazione e, quando la richiesta riguarda la persona che scrive, un recapito a cui rispondere. Una segnalazione senza il riferimento all’articolo richiede molto più tempo per essere ricostruita, e il tempo speso a cercare il pezzo giusto è tempo tolto alla valutazione del problema.
Come valutiamo#
La valutazione tiene conto della rilevanza dell’errore, della documentazione disponibile, dell’interesse pubblico del contenuto, della data di pubblicazione e soprattutto dell’incidenza che l’errore ha sulla comprensione dell’articolo. Un refuso in una didascalia e una cifra sbagliata dentro il ragionamento centrale di un’analisi non sono lo stesso problema, e trattarli allo stesso modo significherebbe sottovalutare il secondo o drammatizzare il primo.
Una precisazione che riteniamo onesto fare: il disaccordo con una tesi non è un errore. Se un’analisi arriva a conclusioni che il lettore giudica sbagliate, la segnalazione è legittima e la leggiamo volentieri, ma la risposta sarà una discussione e non una correzione. Correggiamo i fatti, non le opinioni che abbiamo scelto di sostenere.
Che cosa succede dopo#
A seconda di che cosa la verifica ha accertato, l’intervento può essere di quattro tipi:
- correzione del testo, quando l’errore è materiale e non altera il senso complessivo dell’articolo;
- aggiornamento del contenuto, quando emergono elementi nuovi e rilevanti dopo la pubblicazione;
- nota di correzione in coda all’articolo, quando la modifica incide su un aspetto sostanziale: la nota dice che cosa è stato corretto e quando, perché un testo che cambia in silenzio dopo essere stato letto è un secondo errore sopra il primo;
- pubblicazione di una rettifica o di una replica, quando ricorrono i presupposti previsti dalla normativa applicabile o quando la valutazione editoriale la ritiene dovuta.
Le modifiche puramente formali, come un refuso che non cambia il senso o un intervento tipografico, vengono fatte senza nota: segnalare ogni virgola spostata renderebbe illeggibili proprio le note che contano.
I tempi#
Ogni segnalazione riceve una conferma di ricezione entro due giorni lavorativi, e una risposta di merito entro cinque giorni lavorativi dalla ricezione. Quando la verifica richiede più tempo, per esempio perché dobbiamo recuperare documenti o sentire le persone coinvolte, lo diciamo entro lo stesso termine e indichiamo quando contiamo di chiudere.
Preferiamo scrivere un numero, anche a costo di doverlo rispettare nei giorni difficili, piuttosto che impegnarci a rispondere in tempi ragionevoli: è una formula che consente a chi la scrive di non rispondere mai.
Quando non rispondiamo#
Le richieste manifestamente infondate, generiche al punto da non indicare né l’articolo né il problema, seriali o formulate in termini offensivi possono non ricevere una risposta individuale. Non è una clausola di comodo per liberarsi delle critiche scomode, ed è utile che sia scritta: una redazione che promette di rispondere a tutto sta promettendo una cosa che nessuna redazione mantiene, e la promessa non mantenuta danneggia proprio le segnalazioni serie, che finiscono nella stessa coda.
I criteri con cui decidiamo che cosa pubblicare, come verifichiamo le informazioni e come trattiamo le persone di cui scriviamo sono descritti nella pagina Etica editoriale.
Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2026.