01 SET 2026
Raccolti oltre sette milioni di dollari per la voce della libertà iraniana
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Iran
La Repubblica islamica tra potere clericale, programma nucleare, proiezione regionale e società civile
Un regime che si regge sul controllo interno e sulla proiezione regionale, e una società che continua a chiedere libertà. Qui l’Iran si legge su due piani che si condizionano a vicenda: il potere degli ayatollah e dei pasdaran, e un Paese reale che non coincide con chi lo governa.

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L’Iran di Bahram Farrokhi: pax americana, solitudine dell’opposizione e nuovi equilibri mediorientali
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L’Iran che si legge in questa categoria non coincide con il regime che lo governa. Da una parte c’è la Repubblica islamica, con il potere clericale, i pasdaran sempre più padroni dello Stato, un programma nucleare inseguito da sessant’anni tra energia, rivoluzione e guerra, una rete di alleati e milizie che proietta la sua influenza dal Libano allo Yemen e fino agli stretti da cui passa il petrolio del mondo. Dall’altra c’è una società che chiede libertà e la paga con il carcere e con le esecuzioni dei prigionieri politici, mentre l’opposizione fatica a trasformare il coraggio in un’alternativa politica. Gli articoli tengono insieme i due piani perché ciascuno spiega l’altro: la repressione interna e l’aggressività esterna nascono dalla stessa esigenza di sopravvivenza ideologica. Ne segue uno sguardo critico anche verso l’Occidente, quando la trattativa diventa appeasement e la diplomazia dimentica le lezioni della storia europea. Capire Teheran significa non scambiare mai la prudenza per ingenuità.