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Russia e spazio post-sovietico

Federazione Russa, Ucraina, Bielorussia e Caucaso tra dinamiche imperiali e post-imperiali

La Russia e lo spazio post-sovietico, dove impero, memoria sovietica e nazionalismi continuano a convivere. Ucraina, Bielorussia e Caucaso non come periferie di Mosca, ma come soggetti con traiettorie proprie. Letture né apologetiche né moralistiche.

Globo a retino di punti, senza confini politici: un epicentro rosso indica l’area di cui si occupa la sezione.

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Questa categoria è dedicata alla Russia e allo spazio post-sovietico, un’area nella quale storia imperiale, memoria sovietica, nazionalismi, sicurezza e identità politica continuano a intrecciarsi. La Federazione Russa viene osservata come potenza territoriale, militare, energetica e simbolica, ma anche come sistema politico costruito su continuità storiche, centralizzazione del potere e percezione dell’accerchiamento. L’Ucraina, la Bielorussia, il Caucaso e le repubbliche ex sovietiche non sono trattate come semplici periferie di Mosca, bensì come soggetti politici con traiettorie autonome, vulnerabilità specifiche e conflitti irrisolti. Gli articoli affrontano guerra, diplomazia, propaganda, sanzioni, energia, minoranze, confini e memorie collettive. La sezione aiuta a comprendere perché il passato non sia mai davvero passato in questa regione: impero zarista, Unione Sovietica e ordine post-1991 continuano a convivere in forme spesso esplosive. L’obiettivo è evitare letture caricaturali, sia apologetiche sia puramente moralistiche. La Russia e il suo intorno vanno compresi come nodo strategico decisivo, dove geografia, paura, potere e identità producono conseguenze globali.