02 SET 2026
Le dimissioni di Marco Carrai: la costruzione del “Nemico” e il peso del pregiudizio
Categoria
Guerra, sicurezza e difesa
Conflitti armati, intelligence, guerra ibrida, deterrenza, difesa e tecnologia militare del nostro tempo
La guerra non sta più soltanto sul campo di battaglia: deterrenza, intelligence, cyber, droni, propaganda, zone grigie e industria militare. Qui i conflitti si leggono per capirne logiche, costi e trasformazioni, non per spettacolarizzarli.

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Quattro contenuti antisemiti su cinque restano online. L’alibi di Gaza entra negli algoritmi
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Con questo articolo comincia la collaborazione di Gastone Breccia con InOltre. Livornese, classe 1962, insegna Civiltà bizantina, Storia militare antica e Conflitti e processi di pace nel XXI secolo presso l’Università di Pavia; dal…
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Il nuovo fronte del Caspio: l’arteria segreta che unisce le guerre in Ucraina e nel Golfo
Il mar Caspio è diventato il cuore logistico e militare dell’asse tra Russia e Iran: un bacino chiuso, ricco di energia e collegato alle grandi rotte eurasiatiche, che la guerra ucraina sta trasformando da…
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Da Hitler a Putin, l’illusione che basti negoziare
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Boy George e il prezzo di infrangere il dogma su Gaza
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Mofokeng, Albanese e Khan: le ombre sull’indipendenza delle relatrici ONU
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Ceuta: quando la migrazione diventa pressione strategica
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Questa categoria si occupa di guerra, sicurezza e difesa in un’epoca nella quale il conflitto non coincide più soltanto con il campo di battaglia. Gli articoli affrontano guerre convenzionali, deterrenza, intelligence, terrorismo, cybersicurezza, guerra ibrida, disinformazione, industria militare, droni, spazio, tecnologie autonome e dottrine strategiche. La sicurezza viene letta come sistema complesso, dove dimensione militare, politica, economica, tecnologica e informativa si condizionano reciprocamente. Un attacco informatico, una campagna di propaganda, una crisi energetica o il controllo di un’infrastruttura possono avere effetti strategici simili a operazioni tradizionali. La categoria osserva anche il rapporto tra società e difesa: percezione del rischio, spesa militare, alleanze, servizio pubblico, cultura strategica e limiti morali dell’uso della forza. L’obiettivo non è spettacolarizzare la guerra, ma comprenderne logiche, costi e trasformazioni. Parlare di sicurezza significa parlare anche di vulnerabilità democratiche, dipendenze tecnologiche e capacità istituzionale. Una sezione necessaria per leggere un mondo in cui pace e guerra spesso convivono in zone grigie sempre più estese.


