Società, cultura, storia e idee
Le asimmetrie parallele
l'editoriale di Winston P. Chi decide di combattere una guerra asimmetrica, lo fa per conseguire un vantaggio tattico ma lo fa a suo rischio e pericolo. Per cui si deve aspettare anche risposte asimmetriche, secondo un banale principio di reciprocità. Chi programma azioni terroristiche efferate contro

l’editoriale di Winston P.
Chi decide di combattere una guerra asimmetrica, lo fa per conseguire un vantaggio tattico ma lo fa a suo rischio e pericolo. Per cui si deve aspettare anche risposte asimmetriche, secondo un banale principio di reciprocità. Chi programma azioni terroristiche efferate contro civili inermi e poi utilizza altri civili inermi come scudi umani con l’unico proposito di suscitare scandalo e riprovazione è solo un criminale e un assassino, quali che siano le sue motivazioni. Chi, per combattere, si mimetizza tra i civili, si nasconde all’interno di installazioni ospedaliere, senza indossare una divisa compie un atto scellerato. Chi rapisce e tiene in ostaggio dei civili e vuole evitare risposte”sproporzionate”, che possano mettere in pericolo la vita di altri civili, non deve far altro che liberare quegli ostaggi. Chi si sente in diritto di sparare migliaia di razzi sul territorio di uno stato sovrano, deve mettere in conto la risposta di quello stato. E soprattutto chi, da testimone di un conflitto asimmetrico, si scandalizza solo di fronte alle risposte dello Stato sovrano, finisce oggettivamente per benedire la scelta di chi combatte una guerra asimmetrica.
Bacheca di bordo: Le asimmetrie parallele
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