Rubrica

Woke e dintorni

La cultura woke, il radicalismo nei campus e le battaglie identitarie lette da Alessandra Libutti

Rubrica in pausa: l’archivio resta consultabile

Alessandra Libutti segue la cultura woke dove si fa ideologia: nei campus americani, nelle politiche su minori e genere, nel silenziamento delle voci scomode. Non una polemica contro i diritti, ma una critica a ciò che rischia di trasformarli in una religione senza contraddittorio.

Testatina della rubrica «Woke e dintorni» di InOltre, di Alessandra Libutti.
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In Woke e dintorni Alessandra Libutti ha messo sotto osservazione la cultura woke nel punto in cui smette di essere una sensibilità e diventa un’ideologia: nei campus americani, nelle politiche su minori e identità di genere che il rapporto Cass ha costretto l’Inghilterra a rivedere, nel silenziamento delle voci scomode, comprese quelle musulmane contro il radicalismo islamico e quelle del femminismo messo da parte. La critica non è rivolta ai diritti, ma alla loro trasformazione in un sistema chiuso, con i suoi dogmi e le sue scomuniche, che finisce per assomigliare a una religione. La rubrica è sospesa e resta come un dossier su uno dei conflitti culturali più accesi del decennio.