Italia: politica, istituzioni e società
L’orgoglio italiano è sempre ben radicato a terra
Mentre il mondo è distratto dai fuochi che bruciano in Medio Oriente, il grande teatro della politica italiana continua a sfornare perle di quotidiana assurdità. I talk show sono il palcoscenico principale, dove macchiette parlanti – opinionisti e politici vari – si danno il cambio in

Mentre il mondo è distratto dai fuochi che bruciano in Medio Oriente, il grande teatro della politica italiana continua a sfornare perle di quotidiana assurdità. I talk show sono il palcoscenico principale, dove macchiette parlanti – opinionisti e politici vari – si danno il cambio in una danza grottesca, fatta di urla, litigi e fandonie. È un balletto tragicomico, con il pubblico che ormai si è abituato al rumore di fondo, accettando il tutto come un destino inevitabile.
Ma attenzione: la politica, nel suo solenne distacco dalla realtà, non si ferma. Continua a muoversi in modo magniloquente, quasi ignorando che il Paese, al di fuori delle telecamere, esista davvero. Il risultato è uno scenario surreale. Abbiamo una ministra del Turismo indagata per falso in bilancio. Nel frattempo, l’ex ministro della Cultura si perde tra strafalcioni e qualche affare di troppo con le sottane, dimostrando che l’arte dell’improvvisazione non è solo nei teatri, ma anche nei ministeri.
A capo del nostro orgoglio agricolo c’è il ministro che ha deciso di dichiarare guerra alla carne sintetica. Una crociata epica, mentre la peste suina africana si diffonde a ritmi da record, minacciando di devastare le nostre filiere alimentari. Ma no, non è la peste che preoccupa il nostro eroe dell’agricoltura, è la bistecca di laboratorio, perché in un paese dove l’emergenza è all’ordine del giorno, bisogna per forza scegliere battaglie simboliche. Lasciamo che i maiali si arrangino, l’importante è che il futuro del ragù sia salvo.
E poi, eccolo arrivare, fresco di G7, con un outfit che ha fatto parlare più delle sue dichiarazioni. Sotto la camicia bianca d’ordinanza – quella che ogni ministro sfoggia nei contesti ufficiali – si nascondeva una sorpresa: shorts a motivo militare. Un look che trasuda potenza, quasi a voler dire che l’Italia è sempre pronta alla battaglia… almeno stilisticamente. E per chi fosse preoccupato, Lollobrigida ci ha tenuto a precisare su Twitter che il Paese è in ottime mani: portava calzini gialli, il vero simbolo della stabilità nazionale. Ai piedi, un paio di sneakers tricolori, come a voler ricordare che, sebbene tutto possa sembrare fuori controllo, l’orgoglio italiano è sempre ben radicato a terra.
Ma non possiamo parlare di questo governo senza menzionare il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Mentre lui è impegnato a costruire ponti – non di metafore, ma proprio di cemento e acciaio, come quello sullo Stretto di Messina – il sistema ferroviario del Paese va letteralmente in tilt. I treni decidono di prendersi delle vacanze indefinite. Stazioni paralizzate, ritardi leggendari e il nuovo piano ferroviario è chiaro: costruiamo il ponte sullo Stretto di Messina, ma chiudiamo Roma Termini, che tanto ormai i treni non arrivano più. E se pensate che tutto questo non abbia soluzione, sbagliate. C’è sempre un’alternativa: basta prendere un taxi. O forse no.
Nel frattempo, l’opposizione è immersa in un dibattito di fondamentale importanza: la definizione del campo d’azione. È più importante che sia lungo o corto? Oppure mezzano, come suggeriscono alcuni? E la forma? Ovale, oblungo, quadrato, pentagonale? Le discussioni su questi temi sono accese, quasi come se stessero decidendo le sorti del Paese, quando in realtà la loro battaglia è tutta geometrica.
E così, mentre il mondo si agita per problemi che sembrano più seri, l’Italia continua a scrivere il suo copione surreale. Shorts militari sotto le camicie formali, carne sintetica che diventa il nemico numero uno, treni che scompaiono nel nulla, misurazioni millimetriche dei campi e calzini gialli che salvano la patria.
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