Economia, energia e globalizzazione

L’Europa e i suoi assist al populismo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo di Stefano Piperno Sono un europeista convinto, dirò di più sono un fautore degli Stati Uniti d’Europa propugnati dalla dichiarazione di Ventotene, ma quello che la burocrazia tecnocratica di Bruxelles impone, dal formaggio e i tappi di bottiglia all’auto elettrica, è una

InOltre13/10/2024Aggiornato 08/09/20262 min lettura367 parole

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

di Stefano Piperno

Sono un europeista convinto, dirò di più sono un fautore degli Stati Uniti d’Europa propugnati dalla dichiarazione di Ventotene, ma quello che la burocrazia tecnocratica di Bruxelles impone, dal formaggio e i tappi di bottiglia all’auto elettrica, è una promozione inequivocabile ai nemici della UE.
È stupefacente come le lobbies economiche, politiche e ideologiche riescano a far passare le idee più balzane e al contempo i singoli paesi impediscano di realizzare provvedimenti logici come una politica sull’immigrazione, il debito comune, l’esercito europeo, una politica estera univoca, l’abolizione del voto unanime nella commissione.
L’imposizione dell’auto elettrica è un autogol di portata storica che sta conducendo all’irrilevanza, se non al fallimento, la principale industria di Germania, Francia e Italia, i tre maggiori fondatori della UE.
Per sdrammatizzare un po’ porterò due esempi che chi ha fatto la catastrofica scelta avrebbe dovuto aver presenti.
Quando si passò dalle locomotive a vapore alle elettromotrici, non esistevano istanze ambientaliste, lo si fece perché l’elettricità consentiva maggiore velocità commerciale.
Ma l’energia elettrica per far funzionare le ferrovie veniva prodotta usando carbone e nafta, quindi, trasformazione a somma zero, esattamente ciò che sta accadendo ora con le auto.
Negli USA, paese della modernità, fino agli anni ‘40 i locomotori erano diesel e ancora oggi esistono linee che richiedono locomotori ad alimentazione mista diesel/elettrica, perché alcune tratte non sono elettrificate per insufficienza di energia nell’attraversamento di Stati poco popolati.
In un mondo che non rinuncia alle guerre, nessuno si priverà di carri armati, aerei, razzi e droni, tutti mezzi che richiedono carburanti fossili o di sintesi, fortemente inquinanti.
L’Europa con i suoi 400 milioni di abitanti ha la presunzione di dettare la linea a 7 miliardi di abitanti del pianeta, per ora solo la Cina e la California seguono, insomma è come voler prosciugare il mare con un cucchiaio, mentre il polmone verde della Terra, l’Amazzonia, viene deforestato a ritmo incessante per far posto a coltivazioni e strade.
I mezzi sempre più sofisticati di misura del consenso da parte dei politici hanno prodotto un aumento esponenziale della demagogia, madre del populismo, se un risveglio delle coscienze ci sarà, sarà molto amaro.


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