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Chissà se c’è ancora chi finge di non aver capito cos’è Hamas
Nella sala dedicata al Botticelli, negli Uffizi a Firenze, c'è un dipinto che si chiama"La Calunnia". Si vede il Re Mida, mal consigliato da Sospetto e Ignoranza, che sta per giudicare un uomo, trascinato in giudizio da Calunnia, assieme a Frode, Invidia e Livore. A sinistra,


Nella sala dedicata al Botticelli, negli Uffizi a Firenze, c’è un dipinto che si chiama”La Calunnia”. Si vede il Re Mida, mal consigliato da Sospetto e Ignoranza, che sta per giudicare un uomo, trascinato in giudizio da Calunnia, assieme a Frode, Invidia e Livore. A sinistra, la Penitenza guarda la Verità, che se ne sta nuda in disparte.

A tutti basterebbe volgere lo sguardo verso di lei, che non sta nascosta ma disponibile e in bella vista. Eppure gli accusatori la ignorano. A dispetto di tutti i realisti ingenui della storia, la realtà è un impasto complicato tra i fatti esterni e il nostro sguardo. Non basta la verità, serve anche la volontà di verità.
Giovedì Hamas ha inscenato il solito lugubre spettacolo per la consegna degli ostaggi. Questa volta, però, si è trattato di cadaveri. Attorno a quattro bare nere, su un palco, con tanto di musica, i miliziani di Hamas, ovviamente armati e mascherati, presiedono la cerimonia. Una gigantografia raffigurava il premier israeliano Benjamin Netanyahu come un vampiro che grondava il sangue in cui erano avvolti i volti sereni delle quattro vittime.
Una scritta a fianco recitava, in inglese: “Il criminale di guerra Netanyahu e il suo esercito nazista li hanno uccisi con i missili dei bombardieri sionisti”. Davanti a una tale esibizione di barbarie, la verità è scoperchiata. Quelli che incredibilmente sono stati definiti da molti partigiani per la libertà, soldati della resistenza la cui ferocia era in parte scusabile come reazione a un’oppressione intollerabile (“Il 7 ottobre non viene dal nulla”), forse sono esattamente quello che sembravano essere fin dall’inizio: dei feroci terroristi dediti all’eliminazione degli ebrei.
E se tra i cadaveri da consegnare a Israele ci sono anche Shiri Bibas, e i suoi figli Ariel, 4 anni, e Kfir, 9 mesi, che sono stati uccisi a mani nude, come riportano le autorità di Tel Aviv, allora è le cose stavano proprio come mostravano i filmati del 7 ottobre 2023.
Sì, perché la verità era nuda e attendeva solo di essere vista. Le immagini del pogrom del 7 ottobre 2023 diffuse da Hamas non hanno avuto invece alcun effetto dissuasore tra i giustificazionisti o i riduzionisti del terrorismo anti, anzi. Ci hanno letteralmente portato sulle loro moto, sulle loro auto, tra le urla e il sangue, tra gli spasmi di orrore delle famiglie, tra i corpi dilaniati, ma qui tra noi c’era chi si attardava sulle teste dei bimbi non proprio separate dai corpi o sulla negazione degli stupri sistematici.
E quando a gennaio 2024, un ragazzo si permise di esporre a Milano, dalla sua finestra, uno striscione con una frase razionale, sacrosanta, doverosa, “Free Gaza from Hamas”, fu insultato dalla folla che sotto manifestava per i diritti dei palestinesi. Probabilmente tra i diritti di un popolo non ci sarebbe quello di essere liberati dalla piovra materiale e spirituale dell’estremismo terroristico.
E così, in questa linea, abbiamo dovuto vedere persone in giro per il mondo strappare vigliaccamente le foto degli ostaggi, anche quelle dei fratellini Bibas. Nonostante il film del pogrom disponibile alla visione, abbiamo dovuto ascoltare tutto il greatest hits dell’oscena minimizzazione del terrorismo estremista.
Hamas, che conosce benissimo la propria platea, accanto alle immagini ha offerto anche il criterio ermeneutico. La scritta “il criminale di guerra Netanyahu e il suo esercito nazista li hanno uccisi con i missili dei bombardieri sionisti” solo questo. “Voi sembra di vedere quattro bare di persone che abbiamo noi rapito dalle loro rispettive case, strappato ai loro affetti, segregate e torturate per mesi nei nostri tunnel e poi ammazzate. In realtà, sono state uccise dai nostri nemici”.
Tu guarda pure, ma quello che vedi te lo suggeriamo noi, attivando da remoto le cellule dormienti della tua ideologia. È come la famosa scena di “1984” di Orwell, in cui il gerarca del Partito, O’Brian, chiede a Winston: “Quante dita sono? Tre? Quattro?”. Tu ne vedi tre, ma se io ti dico che sono quattro, tu dirai quattro.
Qualcuno dice che dinanzi a una danza macabra di quel tipo e alla efferata uccisione di due bimbi piccoli, strozzati a mani nude, Hamas potrebbe perdere buona parte dell’appoggio morale di cui gode tra le élite intellettuali e giornalistiche. Non lo so. Semmai mi chiedo perché quel che c’era da vedere non sia stato visto prima.

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