Democrazie e sistemi politici
Fino a che punto si può spingere il diritto all’autodifesa di una democrazia?
Con oggi diamo vita ad un dibattito, che vorremmo fosse aperto a tutti coloro che hanno il desiderio di parteciparvi, sul tema del cosiddetto"paradosso di Popper" o più propriamente"paradosso della tolleranza". Scrisse Popper nel suo libro"La società aperta e i suoi nemici": “Se estendiamo l’illimitata tolleranza


Con oggi diamo vita ad un dibattito, che vorremmo fosse aperto a tutti coloro che hanno il desiderio di parteciparvi, sul tema del cosiddetto”paradosso di Popper” o più propriamente”paradosso della tolleranza”.
Scrisse Popper nel suo libro”La società aperta e i suoi nemici”: “Se estendiamo l’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti; se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro l’attacco degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi.”
Il tema riguarda, dunque, fino a dove una società democratica può spingersi per esercitare il suo diritto di difesa da coloro che, pur utilizzando i legittimi strumenti che la democrazia mette a disposizione, potrebbero concorrere a sopprimerla.
Come si può facilmente comprendere non si tratta di un ozioso dibattito teorico ma di un tema di strettissima attualità, alla luce di quanto sta avvenendo in Germania con il caso del partito di estrema destra AdF (il secondo partito tedesco alle ultime elezioni politiche) dichiarato dai servizi segreti interni”pericoloso per la democrazia e di quanto già avvenuto in Romania con la decisione della Corte costituzionale di cancellare l’esito del primo turno delle elezioni presidenziali vinto dal candidato dell’estrema destra Calin Georgescu.
In un suo editoriale su Huffington Post Mattia Feltri ha scritto tra l’altro:”Quando il governo tedesco, per voce del suo ministro degli Esteri, dice “questa è la democrazia, l’estrema destra va fermata”, cade in un terribile equivoco. Come tutti sapete, Alternative für Deutschland, il partito di estrema destra tedesco, è stato a lungo seguito e analizzato dai servizi segreti che alla fine lo hanno dichiarato incompatibile con la democrazia costituzionale, probabile preludio della messa al bando. I problemi qui sono almeno tre.
Primo, i servizi segreti, che rispondono al governo, indagano e sentenziano sull’opposizione; secondo, il documento prodotto dai servizi, da quanto si sa, è piuttosto generico, pronuncia giudizi contenuti già su ogni giornale a proposito di opinioni suprematiste e razziste, ma non prove documentali di fatti dalla precisa portata anticostituzionale; terzo, come ci si tutela dai servizi segreti che, a differenza della magistratura, non prevedono un diritto alla difesa?”
Fin qui Feltri. Ecco, sono d’accordo fino ad un certo punto. Dal punto di vista di un liberale il ragionamento non fa una piega. Ma anche un liberale è pronto ad accettare la legge marziale in tempo di guerra. Sulla legge marziale in Ucraina, a parte i russi e qualche trumpiano, nessuno fa una piega o sbaglio? Dunque esiste una causa di forza maggiore che in particolari ed estreme contingenze può consentire ad una democrazia di sospendere alcuni diritti costituzionali.
Per questo, a mio avviso, il tema va analizzato partendo da una domanda. La guerra ibrida è assimilabile ad una guerra tout court? Se sì allora a mio avviso è concesso di ricorrere ad azioni non commendevoli dal punto di vista liberale ma utili a salvare la baracca, se invece no allora ha senz’altro ragione Feltri.
Tutto origina da un’interpretazione che per forza di cose è soggettiva (e dunque arbitraria) del contesto storico e politico in cui ci confrontiamo. Oggi io osservo un'”internazionale” sovranista, plebiscitaria, populista e autoritaria che sta cercando di scardinare il sistema democratico realizzatosi, tra contraddizioni e imperfezioni, negli ultimi 80 anni. Sono diverse e diffuse in tutto il mondo occidentale le forze politiche identificabili in questa definizione. Ma è l’amministrazione Trump, che pure è stata eletto con quasi 80 milioni di voti, a rappresentarne il modello più eclatante.
E non a caso sono alcuni trumpiani di punta come il segretario di Stato Marc Rubio ad aver attaccato con più veemenza il governo tedesco in pectore per aver avallato la decisione di classificare l’AfD come una forza”estremista di destra” pericolosa per la democrazia.”La Germania è una tirannia sotto mentite spoglie”, ha scritto Rubio.
Aggiungo che io non posso sapere con certezza se questa”internazionale” sia diretta (come dice qualcuno) o coordinata o supportata dalla Russia di Putin ma di certo ci vedo degli interessi convergenti, confermati dai rapporti non sempre cristallini che la maggior parte di queste forze politiche occidentali, tutte di estrema destra, hanno intrattenuto ed intrattengono con il Cremlino.
Sempre dichiarando che sto utilizzando la mia personale interpretazione dell’attuale contesto politico, a me sembra che questa”internazionale” di estrema destra, che pure è sempre più spesso premiata dagli elettori, risulti aggressiva e sfacciata nel tentativo di disconoscere e limitare gli altri poteri dello Stato di diritto non soggetti direttamente al suffragio popolare (libera stampa compresa). Ovvero li considero come un pericolo per le istituzioni democratiche e non escludo che siano in qualche modo sodali con la Russia di Putin.
Allora il tema è quello di riuscire a dosare le garanzie democratiche (un problema che gli estremisti della democrazia plebiscitaria non si pongono) con azioni mirate di contenimento che fungano quanto meno da deterrenza nei confronti di chi ritiene le democrazie essenzialmente deboli.
È davvero possibile? Probabilmente, in punta di diritto, no.
Possiamo permetterci di rimanere sempre saldamente fedeli ai nostri principi? Ci devo pensare.
Perché non v’è dubbio che questo modus operandi (e questo Feltri lo dice a chiare lettere) tradisce il senso stesso del sentimento democratico e dei suoi principi.
Ma, non so voi, io il rischio che d’improvviso questo appassionante dibattito venga semplicemente dichiarato illegale perché qualche milione di persone ha votato un partito che questi dubbi non se li è mai posti, un po’ lo avverto. Fatemi sapere.
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