Italia: politica, istituzioni e società

Giorgia Meloni e il trasversalissimo Partito Unico della “Pace”

Il presidente del consiglio Giorgia Meloni ieri ha detto:"Rispetto a questo dibattito sulla mancata presenza italiana nelle riunioni tra Gran Bretagna, Francia, Polonia, Germania e Ucraina io devo ribadire una cosa che ho già spiegato diverse volte, e cioè che l'Italia ha da tempo dichiarato di

Giulio MassaGiulio Massa17/05/2025Aggiornato 08/09/20262 min lettura405 parole

Il presidente del consiglio Giorgia Meloni ieri ha detto:”Rispetto a questo dibattito sulla mancata presenza italiana nelle riunioni tra Gran Bretagna, Francia, Polonia, Germania e Ucraina io devo ribadire una cosa che ho già spiegato diverse volte, e cioè che l’Italia ha da tempo dichiarato di non essere disponibile a mandare truppe in Ucraina. Non avrebbe senso per noi partecipare a dei formati che hanno degli obiettivi sui quali non abbiamo dichiarato la nostra disponibilità. Credo che sia un fatto di chiarezza e di coerenza. E a chi si lamenta, l’opposizione per esempio, chiedo la stessa chiarezza e la stessa coerenza: ci si chiede di partecipare a questi formati perché dovremmo mandare truppe in Ucraina o ci si chiede di partecipare per fare una foto e poi dire di no? In queste cose bisogna essere seri e io sono una persona seria”.

Su questo Meloni ha pienamente ragione: le sue assenze a quei tavoli (e a quelle chiamate di gruppo con Trump che la premier evita di menzionare) incarnano ed esprimono fedelmente l’unità nazionale.

L’unità, però, di un paese ridicolo e osceno. Anche perché nessuno di quegli altri paesi ipotizza di mandare truppe a combattere contro i russi, ma solo (ammesso che alle parole seguano mai i fatti) come forza di interposizione sull’ipotetica linea di contatto post accordi russo-ucraini e quindi come garanzia di sicurezza per l’Ucraina.

Il resto, le farneticazioni sul fatto che così si prolungherebbe il conflitto, sono solo fantasie manipolatorie della propaganda pacifinta e pacinfame, degli utili idioti putiniani (massicciamente presenti nella maggioranza e ancor più nelle opposizioni) che non hanno nemmeno l’onestà intellettuale di ammettere che la”pace” che bestemmiano e desiderano altro non sarebbe che la resa ucraina.

Una”pace”, cioè, già corredata di tutti i presupposti perché il loro boss mafioso di riferimento (che non a caso vede come fumo negli occhi l’eventuale presenza di truppe dei”volenterosi”) possa nel giro di breve concludere l’opera e”riprendersi tutto quello che è suo”.

Il problema non è l’assenza di Meloni. Il dramma è che il trasversalissimo Partito Unico della Pace, al netto delle finte schermaglie ad uso delle tifoserie, non la vorrebbe mai vedere a quei tavoli.


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