Antisemitismo

Israele o dello sdoganamento delle fake news

Io non so se questa signora, questa Chantal Meloni, sapeva di propalare una menzogna quando sul Corriere della Sera di ieri scriveva che a Gaza – cito testualmente – “si stima” che “14 mila bambini possano morire di fame in queste ore”. Non è mai esistita

Iuri Maria Prado25/05/2025Aggiornato 08/09/20262 min lettura413 parole
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Io non so se questa signora, questa Chantal Meloni, sapeva di propalare una menzogna quando sul Corriere della Sera di ieri scriveva che a Gaza – cito testualmente – “si stima” che “14 mila bambini possano morire di fame in queste ore”. Non è mai esistita questa presunta stima.

E non solo non è mai esistita, ma la vociferazione che la dava per esistente è stata smentita formalmente e diffusamente, da molti giorni, da molto prima che il Corriere della Sera decidesse di divulgarla nuovamente in questo modo.

Dunque dicevo che non so se questa signora, questa Chantal Meloni, sapeva di divulgare non solo una notizia inveritiera, ma una notizia inveritiera il cui carattere inveritiero era documentato e denunciato ampiamente. Se lo sapeva è una disinvolta divulgatrice di notizie false. Se non lo sapeva è una sprovveduta le cui sprovvedutezze non dovrebbero essere accreditate dal primo quotidiano d’Italia.

E siamo appunto – passando dalla compilatrice della notizia falsa al mezzo di comunicazione che l’ha propalata – siamo appunto al giornale che lo ha fatto, il Corriere della Sera. A proposito del quale non ha neppure senso domandarsi se sapeva o no di pubblicare un articolo che recava quella bufala clamorosa.

Perché se si può perdonare (si fa per dire, ovviamente, perché è una concessione puramente graziosa) se si può perdonare a quella signora di essere alternativamente una disinvolta divulgatrice di notizie false o una sprovveduta che le divulga non sapendo che sono false e non sapendo che ne è stata accertata la falsità, ecco, se si può perdonare tutto questo, davvero non si può perdonare il giornale che pubblica una cosa simile.

Perché è – o almeno dovrebbe essere – un giornale. Che se pure non avesse saputo di pubblicare una notizia falsa non potrebbe invocare di non averlo saputo. Perché un giornale non può non saperlo senza smettere di essere un giornale e senza diventare una velina da tunnel.

Aggiungiamo questo. Le notizie false come questa sui 14 mila bambini a rischio di morte per fame nelle prossime ore – anzi “in queste ore”, come ha scritto il Corriere – sono le notizie cui segue l’assassinio di due ragazzi ebrei a Washington.

Non porta solo disinformazione un giornalismo come questo. Porta violenza. Porta morte.


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