Antisemitismo
L’ipocrisia dei media che ogni giorno alimentano l’antisemitismo
“Orrore antisemita negli USA” titolava il Corriere della Sera in prima pagina a commento dell’omicidio dei due giovani diplomatici israeliani a Washington. E dello stesso tenore erano i titoli di quasi tutti i quotidiani e i siti di informazione del mondo. Ma nessuno si è interrogato


“Orrore antisemita negli USA” titolava il Corriere della Sera in prima pagina a commento dell’omicidio dei due giovani diplomatici israeliani a Washington. E dello stesso tenore erano i titoli di quasi tutti i quotidiani e i siti di informazione del mondo.
Ma nessuno si è interrogato su quanto loro stessi siano responsabili di quell’orrore antisemita, dopo mesi e mesi nei quali la drammatica guerra di Gaza è stata descritta con uno sguardo assolutamente non imparziale, una visione univoca che condannava solo la violenza dell’esercito israeliano riportava le fonti esclusivamente di Hamas e si limitava all’analisi più semplicistica di una tragedia le cui responsabilità sono multiple e antiche.
Il governatore della Campania Vincenzo De Luca, e con lui molti politici italiani, hanno spesso chiesto agli ebrei di dissociarsi da Israele e dalla politica del governo Netanyahu cosa che peraltro anche senza la loro richiesta, molti avevano già fatto. È come se per essere assolti gli ebrei in Occidente colpevoli, anch’essi solo perché ebrei, dovessero fare un atto pubblico di condanna senza il quale atti anche violenti contro di loro potevano essere se non giustificati “compresi”. E così le camionette della polizia davanti alle sinagoghe e alle scuole ebraiche sono diventate normalità, come le scritte di ispirazione nazista di fronte alle istituzioni ebraiche.
Paradossalmente è come se si chiedesse ai cittadini della Campania di esprimersi apertamente contro la camorra per poter accedere a un ristorante, a un albergo, a un concorso canoro o a una gara sportiva.
In questo clima che ha visto infiniti atti di antisemitismo susseguirsi in Occidente in particolare negli Stati Uniti, non seguiti da una reale condanna e soprattutto da una sufficiente riflessione sulla gravità di questa ondata montante, oggi come un macigno arriva la notizia di questo omicidio.
Con volgare ipocrisia, gli stessi media che in questi mesi hanno alimentato le false informazioni e le analisi zoppe, parlano di omicidio antisemita. I politici che hanno chiesto sanzioni e pene per un governo certamente condannabile ma non più del governo russo, del governo iraniano o del governo del Qatar – che viene corteggiato da tutto il mondo grazie alle sue infinite possibilità finanziarie e che fino all’altro ieri era il miglior alleato di Hamas – oggi fingono indignazione e cordoglio per la giovane coppia che ha perso la vita per mano di un assassino che è figlio di quell’atmosfera per causa della quale da mesi gli ebrei in Occidente vivono nella paura.
Che dicano finalmente la verità! La striscia di Gaza è controllata da Hamas da decenni, le enormi responsabilità dell’esercito israeliano in questa strage di civili palestinesi sono da condividere con l’uso spregiudicato della popolazione civile che i terroristi hanno fatto fin dalla costruzione di decine di chilometri di tunnel, utilizzando i fondi umanitari, sotto la superficie di quel territorio, che l’ambiguità dei paesi arabi spaventati dalla crescita dell’integralismo islamico dentro i loro confini è una delle cause maggiori della forza dei movimenti terroristici.
E, infine, che su una popolazione di 10 milioni, che comprende anche arabi peraltro rappresentati alla Knesset, 1 milione e mezzo di ebrei ultrareligiosi, sostenitori del governo Netanyahu, condannabili per le loro criminali politiche di espansione rappresentano un pericolo che va fermato, ma per il mondo forse minore di qualche centinaio di milioni di estremisti islamici che vorrebbero lo sterminio di tutti gli ebrei e di chiunque non sia un seguace del loro fanatismo.
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