Propaganda propal

Hamas lo sa bene: il tempo mediatico è breve, i danni alla verità sono lunghi

Il ministero più potente di Gaza non è quello della Difesa. Dal 7 ottobre 2023 il “Ministero della Salute” controllato da Hamas è diventato il megafono più ascoltato del conflitto: pubblica bilanci di vittime aggiornati in tempo reale, senza distinguere tra civili e combattenti. Quelle cifre

Luigi Giliberti30/06/2025Aggiornato 08/09/20263 min lettura577 parole
Anteprima

Il ministero più potente di Gaza non è quello della Difesa.

Dal 7 ottobre 2023 il “Ministero della Salute” controllato da Hamas è diventato il megafono più ascoltato del conflitto: pubblica bilanci di vittime aggiornati in tempo reale, senza distinguere tra civili e combattenti. Quelle cifre – rilanciate da ONU, ong e media – sono entrate nel dibattito occidentale come “dati ufficiali”, nonostante il Congresso USA abbia appena vietato al Dipartimento di Stato di citarle perché considerate «profondamente viziose». (fdd.org)

L’invenzione del “70 % donne e bambini”

Per mesi Hamas ha martellato con la tesi che “quasi tutte le vittime sono donne e minori”. Ma un’analisi indipendente mostra qualcosa di molto diverso:

Image

*Il ministero continua a proclamare «oltre il 70 %», ma i suoi stessi elenchi smentiscono la linea ufficiale.

Fra i pochi a spulciare le tabelle nominative c’è l’utente X @SignorErnesto

. Nel suo thread del 24 giugno 2025 ha incrociato ID, età e genere e ha rilevato:

Il risultato? Una sovra-rappresentazione artificiale di donne e minori che gonfia l’impatto emotivo delle cifre.

Perché falsificare?

Pressione diplomatica: più la narrazione punta su bambini, più cresce l’indignazione internazionale e la richiesta di cessate il fuoco.

Protezione mediatica: se il focus resta sui civili, si parla meno dei miliziani nascosti nei tunnel o tra la popolazione.

Finanza umanitaria: immagini e numeri strazianti attirano fondi. Il caso recente dei video di bambini torturati per ottenere aiuti lo dimostra.

I limiti della propaganda

I numeri si possono manipolare solo finché nessuno li controlla. Appena ricercatori, giornalisti indipendenti e analisti open-source hanno iniziato a sommare nomi, date di nascita, luoghi:

Quando “i conti non tornano, la verità riemerge”. Hamas lo sapeva, ma ha comunque giocato la carta finché ha funzionato.

Cosa è successo davvero?

Il Ministero della Salute di Hamas si è rivelato l’arma di propaganda più efficace del movimento: ha manipolato i morti per manipolare i vivi. E chi, come @SignorErnesto, ha messo il naso nei dataset, ha scoperto che la verità è molto meno fotogenica di quanto ci abbiano fatto credere.

Finché gli organi d’informazione non adotteranno verifiche indipendenti – invece di rilanciare note stampa – continueremo a oscillare tra indignazioni lampo e smentite tardive.

Hamas lo sa bene: il tempo mediatico è breve, i danni alla verità sono lunghi.


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