Europa e Unione Europea
Il Canada guarda all’Europa per sfuggire all’ombra di Washington
Il Canada valuta un avvicinamento senza precedenti all’Unione europea per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti. Commercio, energia, difesa, tecnologie e materie prime sarebbero al centro di un’intesa ancora priva di una cornice giuridica definita, ma capace di trasformare Ottawa nella più europea delle potenze non

L’asse geo-economico tra le due sponde dell’Atlantico potrebbe essere vicino a una svolta storica. Il primo ministro canadese Mark Carney starebbe infatti esplorando la creazione di uno status del tutto inesistente nel diritto dell’Unione europea, quello di “membro associato”.
Le indiscrezioni raccolte dal Wall Street Journal e da Reuters delineano un’intesa di portata sistemica che nasce dal drastico deterioramento dei rapporti bilaterali con gli Stati Uniti, a seguito dell’inasprimento della guerra commerciale e dell’imposizione di pesanti dazi statunitensi su settori chiave come acciaio e alluminio.
Di fronte al rischio di uno strozzamento economico, Ottawa ha deciso di accelerare un riallineamento strategico verso est, con Carney che avrebbe già avviato consultazioni riservate direttamente con il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la premier italiana Giorgia Meloni.
A testimoniare la sintonia tra i due blocchi sono arrivate anche le dichiarazioni emblematiche del presidente finlandese Alexander Stubb, che ha ipotizzato in modo provocatorio l’ingresso del Canada come ventottesimo Stato dell’Unione europea anziché come cinquantunesimo Stato degli USA.
L’obiettivo di Ottawa e Bruxelles supera la dimensione commerciale tradizionale per mirare a una vera e propria integrazione in settori vitali come energia, difesa, intelligenza artificiale e materie prime critiche, concedendo al Canada un accesso privilegiato al mercato unico europeo, dal valore stimato di ventunomila miliardi di dollari, e favorendo la circolazione agevolata di merci, servizi e forza lavoro altamente qualificata.
Sul piano tecnico e infrastrutturale, il piano contempla la posa di nuovi cavi sottomarini transatlantici, la condivisione di centri dati e reti satellitari congiunte, l’apertura di rotte logistiche per esportare il gas e il petrolio canadese in Europa in alternativa alle forniture russe, la fornitura di fertilizzanti e minerali critici attraverso le rotte artiche e perfino garanzie canadesi a un maxi-prestito dell’Unione europea da circa novanta miliardi di euro a favore dell’Ucraina.
A completare il quadro figurano la mobilità senza visto per i cittadini canadesi e l’estensione di programmi di scambio accademico come l’Erasmus, mentre sul piano diplomatico si attende l’incontro simbolico del 20 settembre 2026 tra Carney e Macron nell’arcipelago di Saint-Pierre e Miquelon.
Durante l’incontro si discuterà del rafforzamento del partenariato bilaterale in settori strategici quali l’aerospazio, l’energia e i minerali critici, nonché le tecnologie avanzate come la quantistica, i satelliti e il supercalcolo. Lo ha annunciato un comunicato dell’ufficio del premier canadese.
La nota spiega che “in un mondo più pericoloso e diviso” il governo di Ottawa “sta rafforzando le proprie capacità interne e stringendo partnership più solide con i partner esteri” e ricorda che “la Francia è uno dei partner economici e di sicurezza più stretti e di lunga data”.
Nonostante la rigidità dei criteri giuridici dell’Unione europea e le storiche resistenze parlamentari già registrate con la ratifica del CETA, la portata politica di questa potenziale associazione rimane epocale, poiché il tentativo americano di piegare la sovranità economica di Ottawa sta producendo la fuga strategica del Canada verso l’Europa, trasformando il Paese nella più europea delle potenze non europee e ridisegnando le mappe della geopolitica mondiale.
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