Guerra, sicurezza e difesa

Francesca Albanese contro l’invio di armi all’Ucraina. La propaganda russa ringrazia

Francesca Albanese sostiene lo stop alle armi per l’Ucraina, denuncia una presunta convenienza della NATO a prolungare la guerra e paragona l’invasione russa a quella che definisce l’aggressione israeliana contro la Palestina. Posizioni estranee al suo mandato che la propaganda di Mosca ha subito rilanciato, mentre

Francesca Albanese contro l’invio di armi all’Ucraina. La propaganda russa ringrazia
Nathan GreppiNathan Greppi26/09/2026Aggiornato 17/10/20263 min lettura579 parole

Quando, a gennaio, le è stato chiesto di dire qualcosa sul massacro dei manifestanti in Iran da parte del regime, Francesca Albanese ha risposto che la questione non rientrava nel suo mandato, salvo poi attaccare l’intervento militare israelo-americano a marzo. In quell’occasione ha anche definito il regime iraniano «illiberale e brutale».

Il 19 settembre, ospite del Festival di Open a Parma, la relatrice speciale ONU per i territori palestinesi ha preso un’altra posizione che in teoria esula dal suo mandato: ha affermato di essere d’accordo con chi vorrebbe porre fine all’invio di aiuti militari all’Ucraina.

«Sono d’accordo con quelli che pensano che bisogna smettere di inviare armi all’Ucraina e riportare la discussione all’interno dello spazio politico», ha dichiarato sul palco dell’evento. «Non ce l’ho la soluzione per la fine della guerra, ma sono convinta che la situazione in Ucraina la si stia strumentalizzando per giustificare quel discorso orribile che siamo già in guerra ed è una guerra ibrida».

Albanese ha anche sostenuto che all’interno della NATO, guidata dagli Stati Uniti, ci sarebbe un calcolo politico favorevole a mantenere aperto il conflitto per avere un’Europa debole. «Ci sono una serie di motivi che hanno portato a quella guerra, ma la guerra rimane guerra ed è illegittima».

Ha anche fatto un parallelismo tra l’invasione russa dell’Ucraina e quella che definisce l’aggressione di Israele contro la Palestina, lamentandosi del fatto che qualcuno l’abbia rimproverata per questo paragone: «Ma com’è possibile che, davanti a un caso che, dal punto di vista dell’aggressione, presenta delle similitudini – non sono situazioni uguali, però c’è comunque un’aggressione – come quella di Israele nei confronti della Palestina, non si faccia lo stesso?».

Le sue parole a Parma hanno avuto un’eco anche fuori dall’Italia, come riporta la rivista americana “The Algemeiner”: «La propaganda russa ha subito approfittato delle parole di Albanese e della sua veste all’ONU (il canale Russia Direct ha rilanciato la notizia su Telegram) per convalidare la narrazione di Mosca», ha dichiarato Hillel Neuer, direttore esecutivo di UN Watch. «Pur avendo riconosciuto l’aggressione russa, ha insinuato che ci fossero delle “ragioni” per essa e ha poi cercato di privare la vittima dei mezzi per difendersi».

Oz Katerji, giornalista anglo-libanese e corrispondente di guerra da Kiev, ha scritto su X: «Francesca Albanese è una tankie che fa apologia di Assad, Putin, Iran e Hezbollah, quindi ovviamente pensa che l’Ucraina debba essere privata delle armi. Questo è ciò che è sempre stata».

Ihab Hassan, palestinese cristiano e attivista per i diritti umani, ha riportato in un post una frase che attribuisce ad Albanese nel 2024: «La situazione in Ucraina esula dal mio mandato, e non posso fare commenti al riguardo». Hassan ha poi aggiunto: «Due anni dopo, lei sostiene pubblicamente che le spedizioni di armi all’Ucraina dovrebbero cessare. Cosa è cambiato?».

Prima ancora del Festival di Open, il 10 settembre RT (Russia Today) ha pubblicato un’intervista ad Albanese nella sua edizione in lingua spagnola. Le trasmissioni di RT Spanish nell’Unione Europea sono state sospese perché considerate uno strumento della propaganda del Cremlino.

Nell’intervista Albanese ha denunciato la presunta repressione in Occidente delle manifestazioni filopalestinesi. Proprio la direttrice di RT, Margarita Simonyan, nel 2022 ha elogiato il ricorso alla censura: «Nessuna grande nazione può esistere senza controllo sull’informazione», aveva detto in un’intervista all’emittente “Rossiya 1”. È una posizione che rende quantomeno singolare la scelta di Albanese di affidare a RT la propria denuncia.

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