Medio Oriente
Abdullah Azzam, il mentore palestinese di Bin Laden
Poco noto in Occidente, Abdullah Azzam fu uno dei principali ideologi del jihadismo contemporaneo. Formatosi nei Fratelli Musulmani, mobilitò combattenti e raccolse fondi anche negli Stati Uniti, intrecciando la guerra antisovietica in Afghanistan con un progetto di jihad globale. Il suo rapporto con Bin Laden e

In Occidente, quando si pensa a figure di spicco del jihadismo, generalmente viene naturale pensare a Osama Bin Laden o al califfo dell’ISIS, Abu Bakr al-Baghdadi.
Tuttavia, una figura generalmente poco conosciuta nell’immaginario collettivo ma che ha dato un contributo consistente alla diffusione globale del terrorismo islamista è lo sceicco palestinese Abdullah Azzam, ritenuto dagli esperti uno dei massimi ideologi della jihad contemporanea.
Secondo un profilo pubblicato dall’Investigative Project on Terrorism, Azzam era nato nella Palestina del Mandato britannico nel 1941, in un villaggio vicino a Jenin. Successivamente si trasferì prima in Giordania, poi in Arabia Saudita e infine in Pakistan all’inizio dell’invasione sovietica dell’Afghanistan nel 1979. Nella città pakistana di Peshawar, divenne un esponente di spicco dei mujaheddin.
Formatosi nel movimento dei Fratelli Musulmani, lo sceicco predicava l’odio nei confronti di ebrei e cristiani, che accusava di cospirare contro l’Islam. Era un nostalgico dell’epoca del califfato islamico, quando i non musulmani venivano trattati come cittadini di seconda classe.
Nonostante le sue posizioni profondamente ostili all’Occidente, Azzam riuscì a raccogliere ingenti somme di denaro e reclutare nuovi combattenti soprattutto negli Stati Uniti, che appoggiavano i mujaheddin in funzione antisovietica.
Tra il 1985 e il 1989, lui e il suo principale collaboratore, lo sceicco palestinese Tamim Al-Adnani, visitarono decine di città americane, esortando i loro seguaci a impugnare la spada contro i nemici dell’Islam. Riuscirono a reclutare migliaia di combattenti.
In un discorso tenuto nel 1988 di fronte a un gruppo di seguaci in Kansas, Azzam disse: “Oggi l’umanità è governata da ebrei e cristiani. Gli americani, i britannici e altri. E dietro di loro, le dita dell’ebraismo mondiale, con la loro ricchezza, le loro donne e i loro media. Gli israeliani hanno prodotto una moneta su cui è scritto ‘non permetteremo mai che l’Islam si stabilisca nel mondo’”.
Il suo odio nei confronti degli ebrei spesso attingeva ai luoghi comuni dell’antigiudaismo medievale, come l’accusa del sangue. In un discorso databile, in via ipotetica, al 1988, secondo il profilo dell’Investigative Project on Terrorism, Azzam disse che gli ebrei “mescolano il sangue di un cristiano o di un musulmano nell’impasto (del pane)”.
In una conferenza tenutasi nel 1988 nella moschea Al-Farook di Brooklyn, lo sceicco ordinò al pubblico di quasi 200 persone di condurre la jihad ovunque fossero, anche in America: “Ogni musulmano sulla terra dovrebbe sguainare la propria spada e combattere per liberare la Palestina”, disse.
“La Jihad non si limita all’Afghanistan. La Jihad significa combattere. Devi combattere ovunque tu possa trovarti. Ogni volta che viene menzionata nel libro sacro, significa che vi è l’obbligo di combattere. Non significa combattere con la penna, né scrivere libri o articoli sulla stampa, né combattere tenendo conferenze”.
I reclutamenti avvenivano tramite l’Al Kifah Refugee Center da lui fondato. Azzam ringraziò più volte Bin Laden per aver finanziato l’Al Kifah. “C’è una persona che ci è sempre stata vicina – Osama Bin Laden”, dichiarò in un discorso tenuto nei suoi uffici a Peshawar, dove nel 1989 venne ucciso da un’esplosione che causò anche la morte di due dei suoi figli.
Non è mai stato chiarito chi fossero i responsabili, ma molti suoi seguaci hanno accusato gli Stati Uniti di essere il mandante.
Un quarto di secolo fa, con gli attentati dell’11 settembre, Bin Laden ha portato il terrorismo jihadista sotto i riflettori di tutto il mondo. Ma ciò che ha fatto è stato raccogliere quello che Azzam e altri come lui avevano seminato decenni prima.
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