Israele

In memoria dei ragazzi israeliani caduti per combattere chi voleva finire il lavoro di Hitler

Circa mille soldati israeliani sono morti dal 7 ottobre del 2023 a questa parte. Erano perlopiù ragazzi, ragazze. Non solo, ma perlopiù erano molto giovani.Molti di quei ragazzi e di quelle ragazze sono stati uccisi il 7 ottobre. Molti di loro sono caduti combattendo i nazisti

Iuri Maria Prado31/12/2025Aggiornato 08/09/20263 min lettura609 parole

Circa mille soldati israeliani sono morti dal 7 ottobre del 2023 a questa parte. Erano perlopiù ragazzi, ragazze. Non solo, ma perlopiù erano molto giovani.
Molti di quei ragazzi e di quelle ragazze sono stati uccisi il 7 ottobre.

Molti di loro sono caduti combattendo i nazisti di Gaza e cioè i miliziani e i civili palestinesi che il 7 ottobre, in migliaia, invadevano Israele e massacravano, bruciavano vivi, decapitavano, stupravano 1200 ebrei e ne rapivano centinaia. I ragazzi e le ragazze dell’esercito israeliano combattevano e morivano per difendere quelle case, quei villaggi, quelle famiglie aggredite dai nazisti di Gaza.


Un’altra parte di quelle ragazze e di quei ragazzi moriva invece combattendo i nazisti di Gaza durante la guerra di Gaza. Perché morivano? Perché erano uccisi? Morivano ed erano uccisi perché combattevano i nazisti di Gaza proteggendo la popolazione palestinese.

Si erano esposti al pericolo, erano comandati a esporsi al pericolo da un governo e da un esercito che decidevano di non combattere i nazisti di Gaza solo con i tank e con i missili e con gli aerei, come avrebbero potuto fare facendo molti ma molti più morti tra i civili: e decidevano invece di mandare quei ragazzi e quelle ragazze sul campo di battaglia, in quel budello del terrore costruito dai nazisti di Gaza e presidiato da un esercito di civili, di donne, di vecchi, di bambini messi a guarnigione di quella rete di tunnel, i tunnel adoperati dai nazisti di Gaza non per proteggere i civili, ma sé stessi.

Come i bunker nazisti che non servivano a proteggere i civili tedeschi, ma a proteggere i gerarchi e gli architetti della soluzione finale.
Le ragazze e i ragazzi israeliani caduti a Gaza sono stati uccisi perché la loro vita è stata sacrificata nella difesa dei civili palestinesi usati come carne da macello dai nazisti di Gaza.


E queste ragazze israeliane, questi ragazzi israeliani, centinaia di loro, combattevano e morivano nella difesa dei civili palestinesi mentre nel mondo, in tutto il mondo, erano trattati da assassini, da sterminatori, da autori del genocidio.

Queste ragazze e questi ragazzi israeliani, che hanno messo a rischio i quel modo la loro vita e l’hanno perduta per combattere i nazisti di Gaza proteggendo i civili palestinesi, fuori da Israele sono stati messi all’indice. Non solo nessuno ricorda il loro sacrificio; al contrario, il loro sacrificio è vilipeso e loro sono indicati come gli autori di uno sterminio deliberato.

E quelli che non sono caduti, le ragazze e i ragazzi israeliani che hanno combattuto i nazisti di Gaza proteggendo i civili palestinesi, mettendo a rischio la propria vita per contenere oltre ogni criterio ammissibile la possibilità del coinvolgimento dei civili, fuori da Israele sono perseguitati; si propone che siano arrestati, sono aggrediti, sono molestati, trovano cartelli nei negozi e nei ristoranti e nelle spiagge che li definiscono criminali di guerra.


Nessuno ricorda le ragazze e i ragazzi che hanno combattuto e sono morti combattendo i nazisti di Gaza. Nessuno ne onora la memoria.

E allora nel chiudersi di quest’anno noi li ricordiamo, noi onoriamo la loro memoria, la memoria delle ragazze e dei ragazzi israeliani che hanno perduto la vita combattendo contro chi voleva finire il lavoro di Adolf Hitler, e lo finirebbe se solo potesse; le ragazze e i ragazzi ebrei che nell’Europa che fu della Shoah, ottant’anni dopo, l’Europa che fu della Shoah chiama assassini.


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