Politica globale e sistemi di potere
Non c’è alcun vero negoziato con i russi: se le dittature negoziassero i loro obiettivi non sarebbero dittature
La Russia si è convinta, dopo l'elezione di Trump e grazie alla dabbenaggine licenziosa di Trump, di poter vincere la guerra ucraina al tavolo dei negoziati. Il memorandum russo altro non è che una richiesta di capitolazione dell'Ucraina messa per iscritto. Può sembrare illogico che, se


La Russia si è convinta, dopo l’elezione di Trump e grazie alla dabbenaggine licenziosa di Trump, di poter vincere la guerra ucraina al tavolo dei negoziati. Il memorandum russo altro non è che una richiesta di capitolazione dell’Ucraina messa per iscritto.
Può sembrare illogico che, se non riesci a conseguire un obiettivo sul campo di battaglia, poi cerchi di ottenere lo stesso obiettivo a chiacchiere.
Ma per i russi, a dispetto dei loro servi sciocchi occidentali che ci hanno ammorbato per anni con la necessità di negoziare, non esiste nessun’altro obiettivo se non quello fissato da Putin nel 2014: la sottomissione dell’Ucraina.
Non c’è un’altra opzione sul tavolo dei negoziati, non c’è un’altra opzione sul campo di battaglia. I territori occupati non sono altro che la fetta di Ucraina che fino ad oggi la Russia è riuscita a conquistare.
Se ne avessero avuto la possibilità avrebbero già marciato su Kiev e sul resto dell’Ucraina.
Se le dittature negoziassero i loro obiettivi non sarebbero dittature.
Non è dunque in atto alcun negoziato ma solo una pantomima utile a imbonire l’orgoglio del presidente americano che pensava di trattare una fornitura di asciugamani per i suoi hotel di Manhattan.
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