Israele
David Grossman, il genocidio e quel titolo mistificatorio
Il problema del titolo mistificatorio con cui il quotidiano la Repubblica, l’altro giorno, ha presentato un’intervista allo scrittore israeliano David Grossman è un problema di decenza giornalistica. Ma è l’ambiente, è il milieu, è il terreno da cui gemma quell’operazione indecente il vero problema. Chi ha

Il problema del titolo mistificatorio con cui il quotidiano la Repubblica, l’altro giorno, ha presentato un’intervista allo scrittore israeliano David Grossman è un problema di decenza giornalistica. Ma è l’ambiente, è il milieu, è il terreno da cui gemma quell’operazione indecente il vero problema.
Chi ha confezionato quel titolo sapeva perfettamente l’effetto che avrebbe ottenuto, e sapeva perfettamente di trovare un uditorio molto disponibile a moltiplicarne la forza. C’era bisogno che lo scrittore israeliano, lo scrittore ebreo dicesse che a Gaza c’è il genocidio. C’era bisogno di rinfacciare non solo al governo israeliano, ma a Israele e a tutti gli ebrei l’urgenza di denunciare il genocidio, sul presupposto che non farlo significhi contravvenire al dovere morale di farlo.
Il genocidio esiste quanto esisteva il deicidio: anzi, quello esiste anche meno di quanto esistesse questo. Ma la bugia del deicidio non ha impedito alla teoria del deicidio di accreditarsi per secoli, e di giustificare per secoli la discriminazione di milioni di ebrei, la violenza inflitta a milioni di ebrei in forza di quella menzogna.
Perché è successo? È successo perché quella menzogna era raffinata, articolata, documentata? È successo perché quella menzogna poteva camuffarsi da verità con qualche riscontro?
No. È successo perché le società in cui quella menzogna era disseminata erano disponibili ad acquisirla, ad adoperarla. Ricordiamolo e non dimentichiamolo mai: erano popolari i pogrom. Era semmai elitaria, istituzionale la predisposizione di quell’apparato menzognero: ma era popolare, diffusa, condivisa la pratica discriminatoria contro gli ebrei. Erano popolari gli omicidi, gli stupri, le spoliazioni, insomma le violenze contro gli ebrei.
E dunque torniamo a quel titolo di Repubblica, che mette in bocca a Grossman qualcosa che Grossman non ha detto. La menzogna genocida che addebita a Israele il delitto di genocidio, in realtà addebitandolo agli ebrei, o per meglio dire ottenendo il risultato che sia addebitato agli ebrei, e che incolpa gli ebrei che non si assolvono dalla colpa che grava su di loro se non partecipano alla denuncia del genocidio, ecco, tutto questo ha molto poco di raffinato, tutto questo non deve accreditarsi con fatica; tutto questo trova molto meno in quel titolo e molto più in chi lo legge la disponibilità a veder realizzato l’effetto.
E l’effetto è quello noto: “Vedi? Lo dice persino lui, che è ebreo”.
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