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Di Mosca, del terrorismo e degli utili idioti occidentali.
L’editoriale di JozeJechich_JJ Nel 2014 la Russia si trovava in difficoltà nel post-Crimea e magicamente ecco che nel 2015 emerge l'ISIS in Europa al Bataclan. Adesso la Russia si trova impantanata in Ucraina e magicamente ricompare il terrorismo islamico in Europa. Coincidenza? Attenzione agli spasmi di un

L’editoriale di JozeJechich_JJ
Nel 2014 la Russia si trovava in difficoltà nel post-Crimea e magicamente ecco che nel 2015 emerge l’ISIS in Europa al Bataclan.
Adesso la Russia si trova impantanata in Ucraina e magicamente ricompare il terrorismo islamico in Europa.
Coincidenza?
Attenzione agli spasmi di un regime rabbioso e morente. Più di una volta i fanatici ospiti delle TV russe hanno chiesto di colpire i paesi occidentali con destabilizzazione e terrorismo. Ebbene, non è un’idea campata in aria, né sarebbe la prima volta come ci insegnano gli anni ’70/80.
Ergo, non c’è ragione di credere che Mosca, davanti alla prospettiva di una sconfitta, non debba ricorrere a questi mezzi per cercare di impegnare l’Occidente su altri fronti, in modo che bruci altrove le risorse altrimenti destinate all’Ucraina: con l’obiettivo finale di convincerlo a scendere a patti con Mosca, sulla pelle di Kyiv.
Ho accennato agli anni 70.
Ma guardiamo anche al 2015/2016.
Ebbene nel settembre 2015 Mosca inizia il suo intervento in Siria e guarda caso due mesi dopo in novembre, l’Isis colpisce per la prima volta in EU con la strage del Bataclan e poi le altre a seguire. Non colpisce Mosca, che ha i suoi soldati in Siria, ma Parigi; non Mosca, ma Bruxelles; non Mosca, ma Berlino, Nizza, Manchester che non hanno soldati in Siria.
La Russia non viene mai sfiorata dall’ISIS. Che strano.
Quella stessa Russia che dal 2014 si trovava sottoposta a (blande) sanzioni per la Crimea e che dal Bataclan in poi si autopromuove, guarda caso, come unica potenza in grado di combattere l’Isis: con gli occidentali boccaloni (complice anche un confuso Obama, assai ondivago sulla Siria) che ingoiano esca e canna e di fatto riammettono la Russia nel consesso internazionale dimenticando la Crimea, tra abbracci, gas e scurdammoce ‘o passato.
Davvero provvidenziale (ed anche parecchio coglione) questo ISIS che, pur essendo combattuto (a fierissime parole!) da Mosca e Damasco, sceglie invece di colpire gli occidentali, facendo a Mosca un enorme favore strategico.
Quell’ISIS che dopo essersi infiltrato in Siria nel 2013 ed avere vivacchiato per alcuni anni tra faide con Al Qaeda e scissioni di Al Nusra, riceve improvvisamente un provvidenziale boost dalle amnistie di Assad alleato di Mosca, che liberano migliaia di fanatici in gran parte finiti nella stessa ISIS.
Generoso Assad: che non pago di avere fornito manovalanza all’ISIS dalle patrie galere, le offre poi anche il proprio territorio, scegliendo di NON difendere la Siria centro-orientale e lasciandola gentilmente nelle mani del Califfato contro cui combatte (a fierissime parole!): il quale per gratitudine, lo ricambia con il petrolio dei pozzi di Deir el Zoar.
E tutto questo amorevole scambio di inconfessabili favori tra Russia, Siria e Isis avviene con le prime due formalmente in guerra con la terza e con la terza che invece attacca gli Occidentali i quali si bevono ovviamente la commedia, ben sollevati dal non dovere mandare in Siria i propri boots.
Ecco dunque i precedenti.
Il terrorismo rosso degli anni 70 e quello verde-islam della sceneggiata siriana, gentilmente impiattati da Mosca tra la complicità e stupidità degli utili idioti occidentali.
Non c’è due senza tre, si dice.
Quindi, perché Mosca dovrebbe ora rinunciare a destabilizzare l’Occidente con una nuova ondata di attacchi, a maggior ragione adesso che si trova a rischio di crisi sistemica; a maggior ragione adesso che può approfittare di una massa di imbecilli filo russi manovrabili come pupi?
Bacheca di bordo: Di Mosca, del terrorismo e degli utili idioti occidentali.
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