Italia: politica, istituzioni e società
“Distruggiamo il capitalismo sionista perché noi siamo i nipoti del comunismo” (sic)
Dal palco di Cesena, un giovane esponente del PD invoca la distruzione del «capitalismo sionista» e rivendica l’eredità del comunismo. Un intervento che rivela le ambiguità di un partito tentato dal populismo di sinistra e disposto a confondere la critica alla finanza con l’ossessione antisionista. Ma

«Distruggiamo il capitalismo sionista perché noi siamo i nipoti del comunismo», urla con voce tuonante un giovane del PD, Mario Rocco De Luca, a Cesena, dal palco, rivolgendosi a una folla plaudente.
Prescindendo dall’ignoranza che emerge da questa affermazione, che trascura un lungo pezzo di storia drammatico nel quale il comunismo, così come il fascismo, ha causato milioni di morti, sostenuto regimi criminali e sottomesso, alla fine di una guerra mondiale, mezza Europa, regalo della vittoria a un leader sanguinario come Stalin, in questa dichiarazione sta tutta l’ambiguità attuale del Partito Democratico, poco inclusivo per chiunque voglia opporsi a qualunque populismo, sia esso di destra sia esso di sinistra.
La critica al capitalismo sfrenato e al prorompente potere della finanza, curiosamente attribuita solo alle forze sioniste e non ai fondi sovrani dei Paesi del Golfo o alle manovre cinesi per comprare intere aree del mondo, disegnando la natura di una nuova forma di colonialismo, è necessaria per cercare di promuovere un nuovo modello economico che, pur rispettando i principi del liberalismo, riporti la necessità di mettere al centro di qualunque azione pubblica le persone, la comunità e i suoi bisogni.
La diffusione quasi inarrestabile dei populismi, favorita dal web e dai social, rende l’obiettivo dell’equità sociale ed economica sempre più lontano, perché infiamma posizioni inutili, alimentate solo dalla non conoscenza della storia, dall’ignoranza politica, dalla rincorsa di consensi facili e dalla non assunzione della propria responsabilità.
In questo momento drammatico che il mondo sta vivendo, scivolare verso gli estremismi e sollecitarli, come ha fatto l’esponente dei giovani del PD a Cesena, è un’operazione pericolosa: il PD, con la sua travagliata ma lunga storia, con una tradizione politica di fronte alla quale, qualunque sia la propria opinione, non si può che provare anche rispetto, ci pensi bene prima di condividere la sostanza di questo tipo di interventi.
Forse guadagnerà qualche voto, ma ne perderà tanti perché, come insegna il grande Canetti, l’urlo della massa non è mai democrazia! E ci sono ancora persone che conservano l’indipendenza di giudizio e alle quali non basta l’applauso a chi recita, anche modestamente, il ruolo di un rivoluzionario d’antan.
Condividi






