Italia: politica, istituzioni e società
Giornata della memoria o dell’ipocrisia?
Di seguito le dichiarazioni rilasciate dai leader del M5S, Pd e Avs sul Giorno della Memoria. Segue il commento di un Signore (la maiuscola è d'obbligo) che se ne intendeva. Post scriptum: per fortuna, al Quirinale abbiamo ascoltato altre parole. Grazie presidente Mattarella e grazie Liliana

Di seguito le dichiarazioni rilasciate dai leader del M5S, Pd e Avs sul Giorno della Memoria. Segue il commento di un Signore (la maiuscola è d’obbligo) che se ne intendeva.
Post scriptum: per fortuna, al Quirinale abbiamo ascoltato altre parole. Grazie presidente Mattarella e grazie Liliana Segre.
Roma, 27 gen. (Adnkronos) -“La Giornata della Memoria ci ricorda di impegnarci ogni giorno contro l’odio, affinché tragedie come quella dell’Olocausto e infamità come quella delle leggi razziali fasciste contro la comunità ebraica non si ripetano mai più e il ricordo delle vittime di quell’orrore cammini sulle gambe dei nostri giovani come spinta a impegnarsi e opporsi ogni qualvolta l’umanità esce dalla storia”.
È questo che ci ha sempre spinto nel nostro impegno quotidiano a combattere l’antisemitismo, ogni manifestazione di intolleranza e di odio, le carneficine del nostro tempo in cui il diritto umanitario e il diritto internazionale vengono calpestati. Memoria e impegno per dire ‘mai più’: questa sarà sempre la nostra bussola”.
Così il leader M5S, Giuseppe Conte.
Roma, 27 gen. (Adnkronos) -“Onorare la Memoria oggi è dovere civile per proteggere la verità e preservare il futuro. Sono passati ottanta anni da quando i cancelli di Auschwitz si spalancarono sull’atrocità, sull’abominio, sul male assoluto dell’Olocausto. Tenere viva la memoria oggi, mentre l’odio continua a farsi largo nelle nostre società e si consumano nuove tragedie, è un dovere civile di tutte e tutti.
Onorare la Memoria significa anche proteggere la verità e metterla al riparo dal negazionismo, dai rigurgiti di antisemitismo, da ogni forma di razzismo e di odio, dalla disinformazione e da chi tenta di riscrivere la storia a proprio vantaggio. La tragedia dell’Olocausto ha lasciato alle generazioni successive la responsabilità di tramandarne la memoria e contrastare l’odio affinché non trovi più alcuno spazio nelle nostre società.
Questo è e sarà sempre il nostro impegno”.
Così la segretaria del Pd Elly Schlein.
Roma, 27 gen. (Facebook) -“Per noi ‘mai più’ non è un’espressione vuota. Rappresenta un impegno concreto e quotidiano. Un dovere civico, politico e morale affinché l’umanità non sia mai più costretta a rivivere un orrore simile. La Shoah, milioni di morti innanzitutto ebrei, e poi Rom e Sinti, omosessuali, oppositori politici.
L’ingegneria dello sterminio voluta dai nazisti e sostenuta da chi, come i fascisti con le leggi razziali, si alleò con loro”. Per questo ogni anno insistiamo affinché il Giorno della Memoria non sia ridotto a una semplice ricorrenza ufficiale, confinata in un calendario burocratico. Perché ‘memoria’ significa innanzitutto resistere, sempre.
All’odio, alla violenza, alla discriminazione, al razzismo. E significa prendere sempre posizione di fronte alle atrocità di cui l’essere umano è capace. Perché con l’indifferenza e la rassegnazione ciò che è stato può tornare. Perché come diceva Primo Levi ‘è avvenuto, quindi può accadere di nuovo’. E noi dobbiamo impedirlo, a ogni costo”.
Così il segretario di Avs Nicola Fratoianni
In quel tempo, Gesù parlò dicendo:”Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti.
Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri. (Matteo 23,27-32)

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