Italia: politica, istituzioni e società

Il bipolarismo del “o mangi questa minestra, o salti dalla finestra”

Il bipolarismo italiano ha costretto per trent’anni le forze moderate, riformiste ed europeiste a un ruolo gregario. Entrare nei due schieramenti non significa necessariamente condizionarli: può voler dire rinunciare alle proprie idee in nome di una governabilità che dipende dalla cultura politica, non dalla legge elettorale.

Michele MagnoMichele Magno24/07/2026Aggiornato 08/09/20264 min lettura706 parole
Anteprima

Il bipolarismo italiano ha costretto per trent’anni le forze moderate, riformiste ed europeiste a un ruolo gregario. Entrare nei due schieramenti non significa necessariamente condizionarli: può voler dire rinunciare alle proprie idee in nome di una governabilità che dipende dalla cultura politica, non dalla legge elettorale.


Ho molto apprezzato l’intervista di Giulio Massa al prof. Stefano Ceccanti (“Senza ballottaggio la legge elettorale premierà le estreme“, InOltre, 22 luglio).

Chi scrive è un proporzionalista (con sbarramento al cinque per cento) convinto, ma non è questo il punto. Non c’è infatti dubbio che, rebus sic stantibus, senza ballottaggio il testo approvato dalla Camera rischia di naufragare premiando le forze più radicali.

Qui mi preme discutere, invece, un’altra affermazione del prof. Ceccanti, che cito integralmente: «Le forze centriste sostengono molte posizioni condivisibili, soprattutto in politica internazionale, sull’Ucraina e sull’Unione europea, ma rischiano di produrre un’eterogenesi dei fini. Dicono di voler costruire un polo alternativo perché gli altri sono estremi; tuttavia, uscendo dai due schieramenti principali, li rendono ancora più estremi e più esposti ad alleanze postelettorali con le ali radicali. Ottengono così l’effetto opposto a quello desiderato.

Il mio invito è a rafforzare le componenti liberali e moderate dello schieramento che considerano preferibile, o meno peggiore. Esistono forze liberali ed europeiste sia nel centrodestra sia nel centrosinistra: scelgano dove collocarsi, ma agiscano dentro quei poli. Altrimenti rischiano di compiere un’operazione dannosa anche per le politiche che intendono sostenere».

Ora, a mio avviso, l’esperienza ormai ultratrentennale del bipolarismo «all’italiana» dimostra esattamente il contrario. Dimostra, cioè, che le forze moderate e riformiste, atlantiste ed europeiste, hanno coabitato da gregarie dentro schieramenti dominati o dal sovranismo (a destra) o dal movimentismo massimalista (a sinistra).

Ma veniamo all’oggi. Chi scrive è un «reducista terzopolista», come lo definirebbe Alessandro Chelo (“Meno opinionisti, più politici: le alleanze vanno costruite adesso“, 23 luglio). Appartiene cioè a quelle pecore che stanno in mezzo ai lupi della politica italiana e che per questo, come recita il passo evangelico, cercano di essere prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Fuor di metafora, chi scrive – diversamente dai seguaci di una malintesa realpolitik – non è ossessionato dalla questione di «chi governerà con chi», ma dalla questione di «cosa farà».

Mi spiego meglio (spero) con un esempio. Sono un potenziale elettore del Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin. Posso ragionevolmente credere che, se si unisse a uno dei due schieramenti che oggi competono per il potere, avrebbero lo spazio che meritano le sue idee sul libero mercato, sulla riduzione della spesa pubblica, sul primato della produttività per aumentare i salari e sbloccare la quasi stagnazione del Paese?

Non basta. Come è noto, l’etica politica per eccellenza è l’etica della responsabilità, che nel tempo attuale è prioritaria nei campi della sicurezza europea e della politica estera – questione ucraina e questione mediorientale in primis. Ebbene, potrei votare per una coalizione ad alto tasso di antisionismo (leggi: antisemitismo) e attraversata da radicate pulsioni filorusse? Lo stesso vale, in qualche misura, per il centrodestra con o senza Vannacci. No, e ritengo di non essere il solo a pensarlo.

La cosiddetta governabilità, se correttamente intesa come virtuosa combinazione tra stabilità dei governi ed efficacia decisionale, non discende mai da una legge elettorale, bensì dalla cultura politica dei partiti, dalla composizione delle coalizioni e dalla qualità delle leadership.

Nella cosiddetta Seconda Repubblica alle leadership politiche sono mancate cura dell’interesse generale e visione del futuro, non poteri formali. Perciò non serve gonfiare artificiosamente questi ultimi per supplire alle carenze delle prime.


Inserisci la tua mail per non perdere nessuno dei contenuti di InOltre. Ogni volta che pubblicheremo qualcosa sarete i primi a saperlo.

*Iscrivendoti alla nostra newsletter accetti la nostra privacy policy


Iscriviti al Club InOltre

Il Club InOltre nasce per creare una community tra chi InOltre lo scrive, chi lo legge e chi lo sostiene.  È il desiderio di creare punti di incontro digitali e, quando possibile, anche fisici – dove scambiarsi idee, discutere, conoscersi da vicino.

Un Club che unisce tutti quelli che contribuiscono alla buona riuscita d’InOltre e al suo successo.


Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice Iban: IT55A0306909606100000404908

Supporto editoriale

Sostieni questo progetto editoriale

Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico oppure scegliendo una delle opzioni di donazione disponibili. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice IBAN: IT55A0306909606100000404908

PayPalOffrici un caffèDona con Satispay