Italia: politica, istituzioni e società
Il tragicomico affaire Sangiuliano
Il tragicomico affaire Sangiuliano conferma che il retroscenismo, o cospirazionismo, fa parte della cultura profonda e viscerale degli italiani. Lo aveva capito Francesco De Sanctis già nel 1869:"In Italia ogni atto della vita pubblica ha due lati, uno apparente ed un altro nascosto: vi è la

Il tragicomico affaire Sangiuliano conferma che il retroscenismo, o cospirazionismo, fa parte della cultura profonda e viscerale degli italiani. Lo aveva capito Francesco De Sanctis già nel 1869:”In Italia ogni atto della vita pubblica ha due lati, uno apparente ed un altro nascosto: vi è la scena e la controscena, perché le tradizioni della tirannide secolare ci hanno abituati alla cospirazione. Onde non sappiamo pensare a qualche cosa che dovrebbe per se stessa prodursi alla luce del giorno senza apparecchiarla colla cospirazione” (“Sopra Niccolò Machiavelli”). È così potuto accadere che un pruriginoso episodio di cronaca rosa tra una (sveglia) influencer e un (ingenuo) ministro sia diventato una spy story, che ha eccitato quel voyeurismo nazionale da sempre una vera e propria benedizione per la carta stampata e i talk show televisivi.
Questa vicenda, tuttavia, ripropone anche un problema assai serio: quello della classe dirigente scelta da Giorgia Meloni per guidare il paese. Ora, molte cose si possono pensare sul conto di questo governo e dei suoi ineffabili ministri. C’è chi lo considera una cupa associazione di incompetenti, e c’è chi lo considera una rumorosa scolaresca dove si trova di tutto: la capoclasse incapace di sorvegliare i compagni, lo studente che si crede un accademico dei Lincei, la ragazza appassionata di cinema che si vanta di aver visto il”Gattopardo di Lucchini”, il buffone che fa casino durante la ricreazione e poi fa la spia al professore.
Ma se invece questi impagabili rappresentanti del nostro paese fossero gente sincera? Gente che, al fondo, è nostalgica del passato perché non ha un’idea plausibile del futuro, per giunta stordita dall’improvvisa coabitazione col privilegio e col potere? Benedetto Croce usava scherzosamente il termine onagrocrazia, ovvero governo dei somari (dal latino”onàger”, asino), per satireggiare il regime mussoliniano e l’ignoranza dei suoi gerarchi. Nel dicastero Meloni c’è forse qualche cavallo di razza, ma di sicuro non mancano i ciuchi. Non voglio mancare di rispetto a nessuno, sia chiaro, ma una cosa va detta. Era il 1954 quando Ennio Flaiano, con amara ironia, annotava nei suoi taccuini:”La situazione politica in Italia è grave ma non è seria”. Oggi, settant’anni dopo, la situazione politica in Italia forse non è grave, ma è ridicola.
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