Stati Uniti e spazio atlantico

Italia e Canada uniti nel programma Horizon Europe 2027

Italia e Canada rafforzano la cooperazione scientifica sulla biodiversità in vista dei bandi Horizon Europe del 2027. Un’iniziativa promossa da NBFC, Ambasciata canadese e APRE punta a collegare università, centri di ricerca e istituzioni dei due Paesi, favorendo consorzi congiunti e lo sviluppo di tecnologie per

Italia e Canada uniti nel programma Horizon Europe 2027
Domenico LetiziaDomenico Letizia05/10/2026Aggiornato 17/10/20264 min lettura693 parole

L’asse scientifico, diplomatico e istituzionale tra Italia e Canada si consolida e si rilancia attorno a una delle sfide globali più urgenti, complesse e decisive della nostra epoca: la tutela della biodiversità, la conservazione attiva degli ecosistemi fragili e la ricerca di soluzioni scientifiche sostenibili per garantire il futuro del pianeta.

La cooperazione bilaterale tra Roma e Ottawa compie un salto di qualità strategico e strutturale attraverso l’evento di networking e cooperazione promosso dal National Biodiversity Future Center (NBFC), in stretta collaborazione con l’Ambasciata del Canada in Italia e l’APRE – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea.

L’iniziativa nasce per valorizzare appieno e mettere a terra le straordinarie opportunità derivanti dall’associazione formale del Canada al Secondo Pilastro di Horizon Europe, il programma quadro dell’Unione europea interamente dedicato alle grandi sfide globali, alla competitività industriale e all’innovazione scientifica.

Questo passaggio chiave apre ufficialmente la strada a importanti e ambiziose partnership internazionali in vista della programmazione e dei bandi previsti per il 2027, posizionando la cooperazione italocanadese al centro della scena scientifica globale.

L’intesa multilivello mira a mettere in rete la vasta e qualificata comunità scientifica dell’NBFC, il primo centro di ricerca nazionale italiano dedicato alla biodiversità, nato e finanziato nell’ambito del PNRR, con le principali università, i centri di ricerca d’eccellenza e i principali stakeholder istituzionali e industriali del panorama canadese.

L’obiettivo operativo e strategico è la creazione di consorzi di ricerca congiunti, fortemente competitivi in ambito europeo e internazionale, capaci di affrontare in modo sistemico le emergenze ambientali contemporanee. Dallo studio impattante dei cambiamenti climatici sulla biosfera alla gestione responsabile e circolare delle risorse naturali, fino al monitoraggio avanzato del patrimonio biologico marino, fluviale e terrestre, i due Paesi intendono condividere modelli tecnologici e analitici all’avanguardia.

Come ampiamente sottolineato sia dagli analisti che dagli ambienti diplomatici e scientifici delle due sponde dell’Atlantico, l’integrazione del Canada nel programma europeo rappresenta un’opportunità di sinergia e diplomazia scientifica senza precedenti.

Il Canada, caratterizzato da un immenso e inestimabile capitale naturale che copre una straordinaria varietà di biomi, dalle vaste foreste boreali alle regioni artiche, fino ai bacini idrici e costieri più estesi del pianeta, apporta un know-how di primo piano, infrastrutture analitiche avanzate e una solida e riconosciuta tradizione nella ricerca applicata alla sostenibilità.

Dal canto suo, l’Italia vanta uno dei patrimoni di biodiversità più ricchi, variegati e complessi dell’intero continente europeo, unito all’eccellenza e alla reattività dell’ecosistema di ricerca coordinato dall’NBFC.

I lavori dell’iniziativa vedono il coinvolgimento diretto dei vertici istituzionali e dei massimi esperti del settore. L’apertura dei lavori è affidata ai saluti istituzionali del presidente dell’NBFC Luigi Fiorentino e del vice ambasciatore del Canada in Italia Jeremy Adler, a testimonianza del forte valore politico e diplomatico dell’intesa.

Il confronto entra poi nel vivo dei contenuti scientifici e operativi grazie agli interventi di Massimo Labra, direttore scientifico dell’NBFC, e di David Castle, Researcher in Residence presso l’Office of the Chief Science Advisor del Canada, che delineano le rispettive capacità di ricerca, le priorità strategiche e i punti di convergenza tra i due Paesi.

I quadri regolatori, i finanziamenti e le opportunità concrete del programma Horizon Europe 2027 vengono illustrati nel dettaglio da Serena Borgna, responsabile del Dipartimento Attività Istituzionali di APRE, mentre la fase orientata ai prossimi passi e alla costruzione di consorzi operativi è guidata da Antonio Carbone, Senior Advisor per gli Affari Europei.

L’integrazione delle competenze tecnico-scientifiche e l’interscambio sistematico di buone pratiche amministrative e accademiche tra Italia e Canada consentiranno di accelerare lo sviluppo di metodologie innovative, come l’impiego della genomica ambientale, l’applicazione dell’intelligenza artificiale e dei dati satellitari al monitoraggio in tempo reale della biodiversità, e la promozione di modelli di bioeconomia capaci di coniugare tutela della natura e sviluppo socioeconomico.

Questo dialogo transatlantico continuo non solo dimostra la forza propulsiva della diplomazia scientifica, ma afferma con chiarezza che la partnership tra Italia e Canada costituisce un motore cruciale e indispensabile per orientare le future politiche ambientali mondiali verso la salvaguardia attiva della natura e la valorizzazione del capitale biologico globale.

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