Israele

La pia illusione di chi pensa che l’Occidente non si difenderà

“Il fatto è che ormai l’Europa sembra non riuscire più a pensare il Negativo. Che il Male, l’Avversario siano divenuti per lei dimensioni emotivamente insopportabili e intellettualmente inconcepibili. E di conseguenza che anche il conflitto e la sua massima espressione, la guerra, rappresentino dimensioni ormai impossibili

Filippo PipernoFilippo Piperno01/08/2024Aggiornato 01/08/20243 min lettura523 parole

“Il fatto è che ormai l’Europa sembra non riuscire più a pensare il Negativo. Che il Male, l’Avversario siano divenuti per lei dimensioni emotivamente insopportabili e intellettualmente inconcepibili. E di conseguenza che anche il conflitto e la sua massima espressione, la guerra, rappresentino dimensioni ormai impossibili da pensare e quindi da accettare”. Lo scrive Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera, concludendo: “Ma in tal modo è per l’appunto la realtà che finisce per essere espulsa di fatto dal campo del pensiero e dell’esperienza.”

Già, la Realtà. Quando qualcuno fantasticò, dopo lo schianto dell’Unione Sovietica, prevedendo un mondo oramai egemonizzato dal pragmatismo dei rapporti mercantili, senza più contrapposizioni ideologiche, ci pensò Osama Bin Laden a ricordare che l’odio continuava a prosperare come prima, più di prima.

Non mi scandalizza né m’impressiona il relativismo culturale di chi sostiene le ragioni degli odiatori dell’egemonia occidentale. Ognuno la veda come crede. Certo non passa inosservata l’evidenza che nessuno di quelli che puntano il dito contro le colpe dell’Occidente ritenga di abbandonare l’Occidente per unirsi coerentemente con i suoi odiatori sparsi nel mondo. È un fatto che indiscutibilmente indebolisce le tesi degli odiatori per procura.

Ciò che invece mi risulta incomprensibile, irricevibile e anche grottesca è la pretesa che le democrazie dovrebbero rinunciare a difendersi e a contrattaccare, utilizzando i mezzi che hanno a disposizione. Se è legittimo pensare che l’Occidente abbia una serie di colpe storiche “oggettive”, se è legittimo ritenere che le democrazie occidentali siano gli oppressori e i loro odiatori gli oppressi, non è detto che questa tesi sia vera ed oggettiva. Resta un’opinione. Rumorosa e diffusa quanto si vuole ma pur sempre un’opinione.

Putin sostiene di avere il diritto d’invadere l’Ucraina perché la Nato minaccia l’integrità della Russia? I suoi megafoni occidentali gli danno ragione? Va bene sono fatti loro ma poi non si può pretendere che l’Occidente resti con le mani in mano e rinunci a supportare l’Ucraina nei modi che ritiene. E invece l’impudenza ideologica che ha l’abitudine di ritenersi Verità lo pretende. Hamas decide di effettuare un pogrom all’interno dei confini dello Stato d’Israele? Hezbollah continua a sparare i suoi razzi dal Libano? Qualcuno sostiene che questi sono atti di resistenza legittima in risposta alle colpe storiche d’Israele? Legittimo ma si metta in conto che a queste azioni produrranno una violentissima reazione. Subito qualcuno la bolla come sproporzionata? Anche questa è un’opinione.

Chi conosce un po’ di storia sa che anche alla vigilia della Seconda guerra mondiale i totalitarismi consideravano le democrazie come imbelli, deboli e decadenti. Poi si sa come andò a finire. Intendiamoci, non è detto che nel nuovo scacchiere mondiale che si va formando all’indomani della fine della guerra fredda riproporrà una vittoria del mondo occidentale. Ma pretendere che le democrazie rinuncino a difendersi e a giocarsi le loro carte, statene pur certi, resta una pia illusione.

Quando sono in gioco per davvero la tua sopravvivenza e la tua libertà, il dibattito sulle opinioni diventa un lusso che non ci si può più permettere. Chiedere a ucraini ed israeliani.

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