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Il Corriere della Sera e l’evocazione intermittente della legalità internazionale

Scrive Paolo Mieli sul Corriere della Sera che gli attacchi israeliani e statunitensi contro i siti nucleari iraniani costituiscono “un’aperta violazione della legalità internazionale”. Ovviamente – e sicuramente solo per mancanza di spazio, non certo per mancanza di cognizioni – ovviamente, dicevo, Paolo Mieli non spiega

Iuri Maria Prado23/06/2025Aggiornato 08/09/20262 min lettura415 parole

Scrive Paolo Mieli sul Corriere della Sera che gli attacchi israeliani e statunitensi contro i siti nucleari iraniani costituiscono “un’aperta violazione della legalità internazionale”.


Ovviamente – e sicuramente solo per mancanza di spazio, non certo per mancanza di cognizioni – ovviamente, dicevo, Paolo Mieli non spiega quali sarebbero i criteri della cosiddetta legalità internazionale che quegli attacchi avrebbero travolto.


Per carità, può darsi eh, ma diciamo che quella di Paolo Mieli non è una tesi, non è neppure un giudizio: è una petizione di principio e basta.
Ora, la legalità internazionale cui fa vago riferimento Mieli è innanzitutto quella secondo cui le Nazioni Unite devono prendere efficaci misure per prevenire e rimuovere le minacce alla pace.


Non ci azzarderemmo mai a sostenere che un Paese che da decenni minaccia di distruggerne un altro, e finanzia altri Stati e organizzazioni terroristiche per distruggerlo, e rivendica di volersi dotare di armamenti nucleari, e lavora per dotarsene, ecco, non ci azzarderemmo a sostenere che un simile Paese minaccia la pace. E quindi evitiamo di domandarci che cosa abbiano fatto le Nazioni Unite per prevenire e rimuovere queste minacce, che evidentemente sono un’ipotesi dell’irrealtà.


È poi ancora la legalità internazionale – ma evidentemente non quella cui fa riferimento Paolo Mieli – a stabilire che nelle relazioni internazionali gli Stati membri devono astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza, ma con una precisazione: e cioè con la precisazione che la minaccia o l’uso della forza devono riguardare l’integrità territoriale o l’indipendenza politica altrui. Siamo sicuri che Paolo Mieli ha valutato questo principio della legalità internazionale nell’assumere che gli Stati Uniti e Israele hanno apertamente violato la legalità internazionale attaccando i siti nucleari iraniani.


Ma accantoniamo per un momento questi noiosi dettagli e facciamoci una domanda: l’evocazione della legalità internazionale oggi, a proposito degli attacchi statunitensi e israeliani contro i siti nucleari iraniani, trova qualche precedente con riferimento ad altri casi? Intendo dire: quando l’Iran ha lanciato contro Israele — contro i civili israeliani, attenzione – prima 350 tra missili, razzi e droni, e poi altri 180, giusto l’anno scorso, Paolo Mieli aveva preso la penna per denunciare la violazione della legalità internazionale?


Mi sa di no. Doveva trattarsi di iniziative legittime, evidentemente.


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