Israele

Ma l’informazione della BBC sull’operazione israeliana in Libano è serena?

La copertura della BBC sul Libano torna a sollevare accuse di parzialità: dietro il racconto dei raid israeliani emergono elementi che indicano la presenza di Hezbollah in aree civili e mettono in discussione una narrazione costruita quasi solo sulle responsabilità di Israele. Dal 7 ottobre 2023

Nathan GreppiNathan Greppi09/05/2026Aggiornato 08/09/20263 min lettura637 parole
Anteprima

La copertura della BBC sul Libano torna a sollevare accuse di parzialità: dietro il racconto dei raid israeliani emergono elementi che indicano la presenza di Hezbollah in aree civili e mettono in discussione una narrazione costruita quasi solo sulle responsabilità di Israele.


Dal 7 ottobre 2023 a oggi, la BBC ha dimostrato in diverse occasioni una certa faziosità per quanto riguarda Israele e il Medio Oriente: oltre ad essersi rifiutata di chiamare quelli di Hamas “terroristi”, preferendo termini più neutrali come “militanti” (nonostante sia classificata come un’organizzazione terroristica dall’Unione Europea e dal Regno Unito), c’è anche il fatto che nel novembre 2025 un ex consulente dell’emittente britannica, Michael Prescott, ha reso pubblici episodi di disinformazione veicolata intenzionalmente e discorsi antisemiti da parte dei giornalisti dell’edizione in lingua araba.

Ulteriori prove della parzialità della BBC giungono dal modo in cui ha coperto il recente conflitto tra Israele e Hezbollah in Libano, puntando il dito unicamente contro gli attacchi dello Stato ebraico e cercando di insabbiare le colpe dell’organizzazione sciita libanese, che usa le infrastrutture civili nel sud del Libano proprio come ha fatto Hamas a Gaza.

Come riportato dal sito “HonestReporting”, un recente servizio della BBC ha cercato di raccontare “come 10 minuti di bombardamenti israeliani hanno portato devastazione in Libano”, cercando di far credere che Israele prenda di mira intenzionalmente la popolazione civile libanese. Tuttavia, alcuni dettagli smontano la loro stessa narrazione.

A Hay el Sellom, un sobborgo di Beirut, un giornalista della BBC ha intervistato Mohammed, il cui figlio Abbas è stato ucciso in un raid israeliano contro un palazzo nell’aprile 2026. Mohammed dichiara che, se avesse saputo che quelli di Hezbollah erano nelle vicinanze, se ne sarebbe andato.

Questa ammissione mina alla base la narrazione della BBC, dimostrando che gli attacchi israeliani mirano alla presenza di Hezbollah e non colpiscono i civili indiscriminatamente. E infatti, secondo l’IDF, gli attacchi dell’8 aprile che avrebbero ucciso Abbas hanno colpito anche più di 250 terroristi di Hezbollah.

Il servizio stesso della BBC ammette che Mohammed ha espresso il proprio sostegno a Hezbollah in precedenti interviste in lingua araba, lodando il gruppo per aver “difeso il Libano” nonostante abbia trasformato abitazioni civili in basi militari. E un’indagine del giornalista investigativo britannico David Collier ha rivelato che il figlio ucciso, Abbas Khair al-Din, era egli stesso un membro di Hezbollah. Lo dimostrano i loghi dell’organizzazione e le immagini che lo dipingono come un “martire” poste sulla sua tomba.

Questo fatto non rappresenta un caso isolato: girando per la periferia di Beirut, il giornalista della BBC che ha realizzato il servizio ha anche filmato dei manifesti di Ali Mohammed Ghulam Dahini, presumibilmente ucciso negli stessi attacchi e dipinto come un martire, confermando la versione dei media israeliani che lo hanno identificato come un membro di Hezbollah.

Nonostante abbia riportato involontariamente le prove che Hezbollah sfrutta infrastrutture civili per i propri scopi, la BBC ha comunque ripreso una dichiarazione dell’organizzazione che nega di nascondersi tra la popolazione civile. Una strategia che non è casuale, in quanto funzionale a dipingere Israele come il solo e unico responsabile dei morti in Libano.


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