Guerra, sicurezza e difesa

Nato, Italia partner inaffidabile ma poi pretende i posti chiave

Ci si poteva illudere che l’ondata di patetico vittimismo in chiave nazionalista, legato alla mancata nomina di un italiano nel ruolo di inviato Nato per il Fronte Sud, si fosse esaurita nello spazio di un mattino. Come pudore consiglierebbe. Macché, stamani ci pensa il ministro Crosetto

Giulio MassaGiulio Massa21/07/2024Aggiornato 21/07/20242 min lettura335 parole

Ci si poteva illudere che l’ondata di patetico vittimismo in chiave nazionalista, legato alla mancata nomina di un italiano nel ruolo di inviato Nato per il Fronte Sud, si fosse esaurita nello spazio di un mattino. Come pudore consiglierebbe. Macché, stamani ci pensa il ministro Crosetto a rinfocolarla in un’intervista a “La Stampa”: Crosetto a muso duro contro Stoltenberg: “profonda delusione”, “pessimo comportamento”, “criteri opachi e logiche burocratiche interne”, “esempio del peggior nepotismo”.

La prossima uscita di Stoltenberg agevola ovviamente il sovraccarico di vis polemica. Ma quel che sorprende, e certo non solo in Crosetto, è l’apparente assenza di memoria ed autocritica.

Non più tardi di due mesi fa il segretario generale Nato era l’”uomo nero” di questo paese. Classe politica e media, normalmente avvezzi al loro interno a tribali guerre civili all’insegna della delegittimazione reciproca, avevano ricreato un’imbarazzante, isterica unità nazionale in chiave pacifista dichiarando guerra a Stoltenberg. Demonizzato e ridicolizzato come un dottor Stranamore che avrebbe trascinato in guerra noi, i nostri figli e i figli dei nostri figli. In prima linea, per violenza verbale, uno dei vicepremier. Non troppo defilato l’altro, che pure è ministro degli Esteri. Motivo: la proposta, largamente accolta dagli alleati, di consentire agli ucraini di usare le armi occidentali per colpire le postazioni militari russe da cui partivano gli attacchi su Kharkiv. Semplice logica premiata dai fatti: il fronte di Kharkiv ha retto, le vittime in quella zona sono drasticamente diminuite, la terza guerra mondiale è andata in onda solo al Bar Italia.

Le vendette personali evocate da Crosetto in realtà non c’entrano nulla. C’entra solo che se si pronunciano dei No nei momenti che fanno la differenza, e lo sa si fa pure con iattanza, è illusorio aspettarsi il Sì a nostri candidati. Prendano buona nota anche le opposizioni che quel No condivisero e che peraltro sembrano ora non stracciarsi troppo le vesti. Del resto, è un ruolo in ambito Nato. Roba che per molti di loro puzza di zolfo.   

Tag editoriali

Supporto editoriale

Sostieni questo progetto editoriale

Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico oppure scegliendo una delle opzioni di donazione disponibili. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice IBAN: IT55A0306909606100000404908

PayPalOffrici un caffèDona con Satispay