Stati Uniti e spazio atlantico

Oceani e clima, la scommessa comune di Canada ed Europa

L’Artico si riscalda quasi quattro volte più rapidamente del resto del pianeta, mentre il monitoraggio degli oceani presenta ancora gravi lacune. Unione europea e Canada lanciano la OceanEye International Alliance e mobilitano oltre 211 milioni di euro per rafforzare la rete globale di osservazione marina. Per

Oceani e clima, la scommessa comune di Canada ed Europa
Domenico LetiziaDomenico Letizia27/09/2026Aggiornato 17/10/20263 min lettura641 parole

A margine dei lavori dell’ottantunesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite a Nuova York, l’Unione europea e il Canada hanno stretto una fondamentale e quanto mai tempestiva alleanza transatlantica per la salvaguardia e la resilienza degli ecosistemi marini globali, fondando ufficialmente la OceanEye International Alliance e mobilitando una dote finanziaria d’impatto superiore ai 211 milioni di euro, interamente destinata a potenziare il Global Ocean Observing System (GOOS).

Questa imponente iniziativa multilaterale, che vede la pronta adesione di trentuno membri fondatori, tra cui la Commissione europea, le autorità politiche di Ottawa e ben trenta nazioni partner distribuite in tutti i continenti, risponde alla drammatica urgenza di colmare gli storici deficit di dati e monitoraggio che affliggono le acque internazionali, ponendo un’attenzione prioritaria e non più rinviabile sul bacino dell’Oceano Artico, dove le dinamiche del riscaldamento globale procedono a un ritmo spaventoso, quasi quattro volte superiore rispetto alla media del resto del pianeta.

In questo scenario di altissima diplomazia ambientale e cooperazione scientifica ad ampio raggio, spicca con straordinaria forza il ruolo del Primo Ministro canadese Mark Carney, figura di assoluto primo piano nel panorama della finanza sostenibile e delle strategie climatiche internazionali, virtù affinate nel corso della sua lunga e apprezzata presenza in Europa alla guida della Banca d’Inghilterra e come Inviato Speciale delle Nazioni Unite per l’azione climatica.

Co-presiedendo l’evento di presentazione al Palazzo di Vetro al fianco della Presidentessa della Commissione europea Ursula von der Leyen, Carney ha impresso un’impronta decisiva al summit, evidenziando come la tutela degli oceani sia una battaglia di sicurezza globale che il Canada intende condurre in totale coordinamento con l’Europa.

Nel suo accorato appello, il premier canadese ha evidenziato che la complessità degli abissi non permette approcci frammentati, giacché nessun Paese, indipendentemente dalle proprie risorse, possiede le capacità strutturali per monitorare o difendere l’oceano in perfetta solitudine, ribadendo con decisione che ogni dato rilevato e condiviso all’interno della rete moltiplica in maniera esponenziale l’efficacia delle politiche di protezione.

La leadership mostrata da Carney si inserisce in una strategia chiaramente orientata a posizionare il Canada come perno fondamentale della diplomazia climatica occidentale, facendo leva sulla profonda sintonia istituzionale con Bruxelles per promuovere soluzioni fondate sul rigore scientifico, sull’innovazione tecnologica e sullo sviluppo responsabile dell’economia blu.

Sul piano economico, la Commissione europea ha garantito un contributo diretto di 92 milioni di euro, mentre il governo di Ottawa condotto da Carney ha stanziato ben 82 milioni di dollari canadesi erogabili in cinque anni per l’espansione dei sistemi osservativi nell’Artico, nel Mare del Labrador e nello Stretto di Davis, integrando tale misura con l’annuncio della ratifica formale da parte del Canada dello storico Trattato sull’Alto Mare e destinando ulteriori 24 milioni di dollari per l’operatività del trattato stesso.

Il vastissimo network operativo sostenuto dall’alleanza potrà contare su navi di ricerca oceanografica, flotte di droni marini autonomi, sensori di rilevazione di nuova concezione e potenti infrastrutture di calcolo, utili a mantenere ed estendere l’operatività di oltre ottomila piattaforme di misurazione collegate all’UNESCO e all’OMM, potenziando in parallelo le capacità di analisi del centro internazionale OceanOPS.

Il vigoroso intervento congiunto risponde anche alle forti preoccupazioni sollevate dalla comunità scientifica e dalla stampa canadese riguardo al rischio di definanziamento dei programmi regionali di monitoraggio, confermando come la sinergia strategica tra Mark Carney e l’Unione europea costituisca un vero e proprio scudo geopolitico e scientifico a difesa della natura.

Questo sforzo coordinato rappresenta il preludio di un percorso multilaterale di lungo termine che vedrà il Canada protagonista dei prossimi grandi appuntamenti ambientali, tra cui la conferenza Our Ocean ad Halifax nel 2027 e le tappe d’avvicinamento alla COP31, riaffermando con determinazione l’impegno stringente a garantire la salvaguardia e il ripristino di almeno il 30% dei mari e degli oceani del pianeta entro il 2030.

Supporto editoriale

Sostieni questo progetto editoriale

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico oppure scegliendo una delle opzioni di donazione disponibili. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!