Israele
Papa Francesco e Israele, quando tre indizi fanno una prova
I principali quotidiani italiani, sebbene con diverso rilievo, hanno ripreso questo comunicato stampa dell'agenzia iraniana Irna. Lo riassumo virgolettando i passi più significativi: Nel corso di un’udienza concessa da papa Francesco in cui gli ha trasmesso i saluti del presidente Masoud Pezeshkian, l’ayatollah Seyed Abu al

I principali quotidiani italiani, sebbene con diverso rilievo, hanno ripreso questo comunicato stampa dell’agenzia iraniana Irna. Lo riassumo virgolettando i passi più significativi:
Nel corso di un’udienza concessa da papa Francesco in cui gli ha trasmesso i saluti del presidente Masoud Pezeshkian, l’ayatollah Seyed Abu al Hassan Navab, rettore dell’Istituto iraniano per il dialogo e l’incontro tra religioni e culture,”ha apprezzato le coraggiose posizioni del leader cattolico mondiale in difesa del popolo oppresso della Palestina”. Il rettore, inoltre, ha affermato che”non abbiamo problemi con gli ebrei, il nostro problema è con gli assassini”. Il papa, dal canto suo, avrebbe replicato:”Nemmeno noi abbiamo problemi con gli ebrei. Il nostro unico problema è con Benjamin Netanyahu, che ha causato la crisi nella regione mediorientale senza prestare attenzione alle leggi internazionali e ai diritti umani”.”Non c’è nessuno -avrebbe aggiunto- che abbia il diritto di calpestare i diritti umani e limitare la loro libertà. Ma oggi ci sono coloro che vogliono schiavizzare gli esseri umani e l’umanità per raggiungere i propri obiettivi”.
Se queste parole non venissero smentite, ci troveremmo di fronte a uno dei passaggi più bui del pontificato di Jorge Bergoglio. Sarebbe infatti la prima volta che il Santo Padre accusa apertamente il capo di un governo, facendone il nome, di ignorare le”leggi internazionali” e di”calpestare i diritti umani”. Per giunta incontrando un’autorità religiosa di un paese retto da uno dei regimi più oppressivi e sanguinari del pianeta.
Come si suol dire, tre indizi fanno una prova. Dopo aver alluso al genocidio israeliano a Gaza, dopo aver esecrato l’uccisione dei”bambini mitragliati” palestinesi (ma non la detenzione da quindici mesi degli ostaggi in mano ad Hamas), ora il papa attribuisce al governo di Gerusalemme addirittura la responsabilità del conflitto in Medio Oriente. Però”non ha problemi con gli ebrei”. Ricorda quel mio amico che diceva:”Non sono antisemita, ho un amico giudeo”.
Sc transit gloria mundi. Ora chi scrive attende con ansia di sentire finalmente dal papa pronunciare i nomi, come ha fatto per Netanyahu, dei leader politici e capi di Stato che nel mondo ignorano le leggi internazionali, calpestano i diritti umani e vogliono schiavizzare gli esseri umani (a partire dal nome di chi ha reso”martoriata” l’Ucraina).
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