Italia: politica, istituzioni e società
Schlein detta la linea del PD: poche idee ma confuse e purché non siano riformiste
Il caso Picierno riapre una domanda che il Pd evita da tempo: quale linea politica rivendica davvero? Dal riformismo renziano alla stagione Schlein, il partito sembra aver smarrito parole su crescita, Europa, tecnologia, sicurezza, immigrazione e diritti civili. Sono stata per mezza legislatura parlamentare del PD:



Il caso Picierno riapre una domanda che il Pd evita da tempo: quale linea politica rivendica davvero? Dal riformismo renziano alla stagione Schlein, il partito sembra aver smarrito parole su crescita, Europa, tecnologia, sicurezza, immigrazione e diritti civili.
Sono stata per mezza legislatura parlamentare del PD: questo è avvenuto quando Scelta Civica è stata lasciata dal suo fondatore Mario Monti e ha perso qualunque spinta civica e riformista.
Ho aderito volentieri a un partito che allora aveva un segretario la cui visione del Paese non era distante da quella di Scelta Civica.
Matteo Renzi era anche il presidente del Consiglio quando io ero sottosegretario al Ministero della Cultura e la sua linea per il Paese era chiara: rendere l’Italia più moderna, più efficiente, più competitiva.
Dai diritti civili, alla normativa sul lavoro, alla centralità della cultura, alle norme sul territorio, il governo in quel breve periodo ha lavorato moltissimo fino all’inciampo del referendum, giusto nella sostanza ma gestito come peggio non si poteva.
Il Partito Democratico allora promuoveva molti temi invisi alla vecchia anima comunista, ma proponeva per il Paese una ricetta molto precisa.
Quel periodo sembra ormai lontanissimo: dai successi elettorali Renzi è passato a percentuali risibili col proprio partito e la gara a disconoscerne l’azione positiva di allora dura anche oggi tra molti membri di quel partito.
Pina Picierno ha da poco annunciato la sua uscita sofferta dal PD e la risposta della segretaria Schlein è stata sorprendente: siamo un partito plurale, ma la linea non cambia.
La domanda che sorge spontanea è: quale linea?
Renzi, per molti aspetti anche caratteriali certamente criticabile, dettò la sua linea chiara fin dall’inizio, anche nel coraggio di scardinare l’antica mania italiana di arroccarsi dentro le corporazioni.
Qual è la linea di Schlein al di là di quattro slogan ispirati dal M5S? Combattere la povertà. Come? Con i cartelli del PD milanese che invitano a tassare i ricchi?
Si intende far credere che il Paese ricomincerebbe a crescere, arginando realmente il dramma della povertà, aumentando le tasse a chi ha redditi più alti?
Aiutare l’Europa. Come? Alleandosi al leader spagnolo azzoppato e corrotto o riempiendo di distinguo qualunque delibera possa coinvolgere l’impegno europeo in Ucraina?
Non si sentono parole sulla crescita, non si sentono parole sul terribile gap tecnologico che ci separa dal resto non solo dei Paesi europei ma del mondo, non si sentono parole sulla rigidità della burocrazia che rende ormai qualunque attività onerosa e difficile.
Non si sentono parole sui diritti civili, se non quelli di parte, per cui si sprecano imprecazioni e veti contro Israele e si tace nei confronti dell’Iran e della sua infinita crudeltà.
Non si sentono parole per affrontare il problema della sicurezza e per gestire quello dell’immigrazione in un modo utile al Paese e non disumano nei confronti dei migranti.
Se abbracci ci sono, sono con un leader della Cgil che “dimentica” i drammatici problemi del caporalato che stiamo vivendo anche in questi giorni per indire scioperi contro la guerra.
Oppure con il leader dei 5 Stelle, ben più astuto e abile nel cambiare versione a seconda del vento che spira nel Paese.
Quale sarebbe la linea del PD, quella che non si ha nemmeno il coraggio di discutere di fronte all’uscita di un esponente come Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo?
Non sarebbe stato più onesto un confronto pubblico tra la segretaria e l’onorevole Picierno, che finalmente e apertamente chiarisse agli italiani di che linea sta parlando il Partito Democratico e in che cosa questa linea non sarebbe compatibile con l’atteggiamento sempre lineare di Pina Picierno?
Sarebbe stato non solo più corretto, ma anche più utile. Al Partito Democratico, ma soprattutto agli elettori e al Paese.
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