Regno Unito

Le sfide di Burnham tra potere, sicurezza e capitali stranieri – Alessandra Libutti su Radio Radicale

La sconfitta dei Verdi alle suppletive riapre il confronto a sinistra del Labour. Intanto, gli arresti nelle basi militari riportano l’attenzione sulla sicurezza britannica, mentre il caso Manchester City solleva interrogativi sui rapporti tra investimenti emiratini, amministrazione pubblica e governo di Andy Burnham.

Le sfide di Burnham tra potere, sicurezza e capitali stranieri - Alessandra Libutti su Radio Radicale
Alessandra LibuttiAlessandra Libutti10/10/2026Aggiornato 17/10/20262 min lettura412 parole

Alle elezioni suppletive di giovedì 8 ottobre, convocate per assegnare il seggio di Holborn and St Pancras lasciato libero dall’ex primo ministro Keir Starmer, la candidata laburista ha superato i 12.000 voti, mentre il leader dei Verdi, Zack Polanski, si è fermato sotto i 9.000. La sconfitta arriva dopo i successi dei Verdi alle amministrative di maggio e in una fase in cui la crescita del partito sembra perdere slancio. Per la prima volta, inoltre, si discute della leadership di Polanski, dopo l’approvazione al congresso annuale dei Verdi di una mozione che equipara il sionismo al razzismo.

Sulla base di Fairford, da cui gli Stati Uniti hanno ritirato i bombardieri impiegati contro l’Iran, le sette persone arrestate sono state rilasciate su cauzione. Nei furgoni fermati dagli investigatori è stata trovata soltanto benzina, non esplosivo, e le indagini proseguono.

In un episodio distinto, due cittadini lettoni di 32 e 36 anni sono stati arrestati dopo essere entrati nella base RAF di Molesworth, nel Cambridgeshire, che ospita strutture della Nato e attività dell’intelligence americana. Al momento, le due vicende non risultano collegate.

Il caso Manchester City apre invece una questione che riguarda i rapporti tra Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti e il ruolo degli investimenti emiratini nella trasformazione di Manchester dopo l’acquisto del club, nel 2008.

Il Manchester City è stato giudicato responsabile di violazioni delle regole finanziarie della Premier League: secondo le contestazioni, avrebbe aggirato i limiti ai finanziamenti attraverso sponsorizzazioni riconducibili alla stessa proprietà. La vicenda coinvolge politicamente anche il primo ministro Andy Burnham, sindaco della Greater Manchester dal 2017 al 2026.

I Liberal democratici di Ed Davey chiedono trasparenza sugli accordi stipulati negli anni tra il Comune di Manchester e l’Abu Dhabi United Group, il veicolo d’investimento legato alla proprietà del club. Al centro della questione c’è anche l’area di Ancoats, dove avrebbe dovuto sorgere il Manchester Digital Campus, inizialmente scelto da Burnham per ospitare No. 10 North, la nuova sede del governo britannico nel Nord. L’area rientrava nel perimetro di un accordo che garantiva al gruppo emiratino un diritto di prelazione.

Dopo il verdetto, Burnham si era detto preoccupato all’idea che il Manchester City potesse perdere i suoi proprietari emiratini, definiti «un partner fondamentale» per la Manchester moderna. Il governo è poi intervenuto precisando che nessuno è al di sopra della legge. Nei giorni successivi, Burnham ha annunciato lo spostamento della sede di No. 10 North a First Street, spiegando che il campus digitale non sarà pronto prima del 2034.

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