Regno Unito
Il budget britannico di Healey: prudenza fiscale e difesa
Sostegno alle famiglie, contenimento del costo della vita e nuove risorse per la difesa: il budget britannico di John Healey si muove tra emergenza economica e disciplina fiscale. Ma quanto si discosta dalla linea di Rachel Reeves? E come hanno reagito le opposizioni? Un’analisi delle priorità

Nel mio intervento a Otto e Cinquanta su Radio Radicale, condotto da Roberta Jannuzzi, analizzo il primo bilancio del governo laburista di Andy Burnham, presentato dal cancelliere dello Scacchiere John Healey.
Il budget punta a contenere il costo della vita e a rassicurare i mercati, con misure mirate per le famiglie e le imprese. Tra queste, un contributo una tantum di 100 sterline per circa 20 milioni di famiglie, interventi sulle bollette energetiche, il congelamento delle imposte sui carburanti e l’aumento del salario minimo. Le risorse vengono reperite anche attraverso il raddoppio della sovrattassa sugli utili bancari, dal 3 al 6%.
Dall’opposizione, i Conservatori contestano l’assenza di una strategia credibile per ridurre il debito, Reform UK propone tagli fiscali e deregolamentazione, mentre i Liberal Democrats chiedono un intervento più deciso sulle barriere commerciali introdotte dalla Brexit.
Un punto centrale è la difesa. L’obiettivo di portare la spesa al 3% del PIL entro il 2030 resta privo di un piano di finanziamento definito, nonostante la promessa di reperire le risorse mancanti attraverso una riallocazione della spesa pubblica.
Infine, confronto l’approccio di Healey con quello della precedente cancelliera Rachel Reeves: più che una rottura, emerge una continuità nell’impostazione fiscale, accompagnata da una diversa enfasi sul sostegno immediato alle famiglie. Restano aperte le questioni decisive della crescita economica e della sostenibilità degli impegni finanziari.
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