Politica globale e sistemi di potere
Una terza via?
Una breve riflessione sulle parole di #Milei esente (spero) da pregiudizi. La sua idea di libertà ha il suo fascino e forse (chissà) potrebbe anche essere la ricetta giusta per l’Argentina dove la socialdemocrazia ha fallito miseramente impoverendo le persone e portando il paese sull’orlo della

Una breve riflessione sulle parole di #Milei esente (spero) da pregiudizi.
La sua idea di libertà ha il suo fascino e forse (chissà) potrebbe anche essere la ricetta giusta per l’Argentina dove la socialdemocrazia ha fallito miseramente impoverendo le persone e portando il paese sull’orlo della bancarotta.
Che libertà e crescita vadano di pari passo è un fatto. Il principio è che dalla crescita beneficia l’intera comunità: più imprenditoria, più posti di lavoro, più circolazione del denaro ecc.
Ma mi pongo alcuni quesiti.
Il tutto sembra reggersi su una situazione ottimale di stabilità dei mercati e della realtà geopolitica.
Cosa succede infatti in questo paese dallo stato minuscolo, essenziale quando crollano le borse? Quando improvvisamente “l’imprevisto” (sia esso una guerra o semplicemente il crollo di un colosso che crea un effetto domino)? Quando i privati non hanno più risorse, quando nessuno è più in grado di investire? Quando non c’è più crescita o ricchezza? Quando il privato è impotente e lo stato non c’è più? Quando non c’è più occupazione e la gente muore di fame?
Chi e cosa può intervenire? Chi e cosa può risollevare la situazione?
La crisi del 1929 e quella del 2008 dovrebbero essere un monito e (in tempi recenti) la fragilità dell’Europa innanzi alla crisi causata dall’emergenza Covid e l’invasione dell’Ucraina. Un monito sono le cause che condussero Roosevelt al New Deal e all’abbandono dell’approccio libertario; il motivo per cui, dopo il nazismo (nato per molti motivi ma legato anche alla crisi del ‘29) e la devastazione che causò, l’Europa scelse la socialdemocrazia.
L’impressione è che nessuna delle due visioni sociali ed economiche siano risolutive o perpetuabili, piuttosto che possano essere viste l’una come cura dell’altra quando una raggiunge il punto d’inerzia (la socialdemocrazia) e l’altra il crollo economico e sociale (il liberismo).
In sostanza, pur comprendendo la visione di non la condivido; non riesco a vederla come un’idea di società, piuttosto come un rimedio temporaneo che un giorno avrà a sua volta bisogno di una cura.
Forse il mondo avrebbe bisogno di una terza via ma non sono un’economista e lascio la questione agli esperti.
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