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Essere amate o essere scelte? Il paradosso di Carrie Bradshaw

Carrie Bradshaw ha trasformato l’amore in una domanda ancora attuale: si può essere amate senza essere davvero scelte? Tra indipendenza, desiderio e dipendenza dal riconoscimento, il rapporto con Mr. Big racconta il paradosso di una donna capace di conquistare tutto, tranne la certezza affettiva che cerca,

Essere amate o essere scelte? Il paradosso di Carrie Bradshaw
Marina PuvianiMarina Puviani05/09/2026Aggiornato 17/10/20264 min lettura695 parole

Da Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany” nel lontano 1961 a Julia Roberts in “Pretty Woman” nel più recente 1990, difficilmente qualcuno avrebbe potuto coniugare in maniera più decisa amore, fragilità e un senso dello stile fuori dal comune. Ma qualcuno c’è stato, e quel nome è Sarah Jessica Parker nel pluripremiato show televisivo di fine anni Novanta “Sex and the City”, con l’indimenticabile Carrie Bradshaw.

Sia Holly Golightly sia Vivian Ward hanno iniziato a interrogare le rispettive aspettative sociali. E le hanno interrogate su come una donna dovesse amare, vestirsi ed esibirsi di fronte al vuoto emotivo che non rendeva legittimo il proprio diritto di dare e ricevere amore. Ma se per entrambe essere scelte corrispondeva anche a essere amate, è qui che entra in scena la piaga sociale che affligge la donna del nuovo millennio: posso essere amata ma non scelta?

E chi poteva porre questo interrogativo meglio di Carrie Bradshaw? La personificazione della donna che sceglie e ama ma non può o, meglio, nel profondo non vuole essere scelta: Carrie vive a New York, costruisce una carriera di successo, intrattiene relazioni sia per scambiare solo una notte di piacere sia perché desidera amare, crea un gruppo solido di amicizie. È una donna che non fugge di fronte alla natura camaleontica della vita: sia che significhi far convivere due opposti come scrivere apertamente di sesso e provare disagio di fronte alla bisessualità di un uomo che frequenta, sia che significhi far convivere la rettitudine di mettere le sue migliori amiche sempre al primo posto. Vive costantemente di uguali e opposti, ma non riesce a integrarli nella propria sfera sentimentale.

L’esempio eclatante di questa sua incapacità si manifesta nel suo amore a tratti incondizionato per Mr. Big. John James Preston (solo per chi ha finito di guardare la serie TV) è un uomo estremamente ambivalente, in contrasto con l’inclinazione verso il “tutto o niente” di Carrie, e forse è questo il motivo principale per cui non riesce a ricordare a sé stessa che non vuole solo essere amata con scarsa costanza, ma, soprattutto e prima di ogni cosa, essere scelta.

Perché una donna consapevole di essere scelta può in seguito vivere l’amore con serenità, senza mettere costantemente in dubbio la sua identità, avendo già imparato ad amarsi. Certo, Mr. Big non perde occasione di alimentare non solo la dipendenza dal riconoscimento di Carrie, ma anche la sua: tradisce la donna razionalmente “giusta”, dal momento che la sua incertezza può essere colmata esclusivamente dall’inarrestabile totalità di Carrie. Lo yin e lo yang della distruzione, dove la parte bianca è Carrie e quella nera Mr. Big.

C’è però da domandarsi che cosa produca l’indisponibilità emotiva di un uomo in una donna che ha accesso praticamente a tutto. Essere scelta da chi sembra incapace di scegliere assume inevitabilmente un significato diverso. Se un uomo è capace di mettere in dubbio le sue certezze e i suoi ideali interamente per me, significa che io esercito un potere di seduzione e un magnetismo fuori dal comune o semplicemente lo espongo alle sue paure e ai suoi disagi con maggiore tenacia, e questo suscita un’immediata attrazione?

Ma mettere in discussione anni di meccanismi di difesa non equivale a vedere l’auspicata trasformazione del proprio uomo. Anzi, potrebbe spingerlo a innalzare i muri in cui si è nascosto fino ad adesso e che più avanti gli impediranno di sbirciare oltre la sua torre d’avorio.

Nel caso di Carrie, inoltre, l’evitamento emotivo di Mr. Big non diventa solo la materializzazione del potenziale che lui potrebbe raggiungere, bensì un’alternativa narrativa per riempire i buchi di trama che il suo comportamento lascia nella vita di Carrie. Essendo Carrie una scrittrice, la sua immaginazione diventa un’arma a doppio taglio: un espediente per sopportare con maggiore perseveranza l’instabilità di Mr. Big, ma allo stesso tempo la barriera che le ostacola una visione onesta del suo futuro.

Ma se nell’universo di finzione della televisione americana due forze complementari e dirompenti finiscono per tagliare la torta di matrimonio, nel mondo reale l’una evita di affrontare il problema e l’altra passerà tutta la vita a domandarsi: “Come posso essere stata amata ma non scelta?”.

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