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Victoria’s Secret e l’inflazione del desiderio: quando tutto ha un prezzo, niente ha più valore
Il caso del Fantasy Bra indossato da Kylie Jenner apre una domanda sull’identità di Victoria’s Secret: il marchio celebra ancora l’esclusività della moda o cerca nella celebrità e nell’inclusività una nuova legittimazione?

Lo scorso 18 ottobre l’attesissimo Victoria’s Secret Fashion Show 2026 ha visto il suo ritorno dopo ben diciannove anni nella città per antonomasia degli angeli: la sfarzosa Los Angeles.
Tuttavia, cosa è rimasto intatto dall’ultima volta che gli angeli di Victoria’s Secret hanno poggiato le loro ali sul suolo californiano? Non molto, tranne la residua nostalgia verso un regno un tempo dominato dall’autentica passione per l’esclusività, ora compromessa per la moderna influenza mediatica.
Ma in che modo, specialmente quest’anno, Victoria’s Secret ha ceduto lo scettro della propria identità in nome di una partecipazione alle regole di un mondo più potente dei suoi vecchi ideali?
Se il Victoria’s Secret Fashion Show nel 1995 era nato per celebrare il più alto momento di escapismo generato dalla cultura pop, nel 2026 esiste per ricordare tutto ciò da cui non possiamo più evadere nemmeno metaforicamente perché è parte integrante delle nostre vite: l’inflazione del desiderio.
Kylie Jenner, nota influencer ed imprenditrice che durante la sfilata indossa il celebre Fantasy Bra (un reggiseno tempestato di diamanti e altre pietre preziose appositamente creato per lo show) dal valore di 50 milioni di dollari, è l’immagine che maggiormente racchiude non solo i conflitti di un brand che ha smesso di prediligere l’onestà delle proprie intenzioni, ma anche i sentimenti di una società che desidera raggiungere la massima forma di successo con il minimo sforzo.
Un tempo il privilegio di indossare il Fantasy Bra derivava dal significato che esso conteneva: la consacrazione di una figura già riconosciuta nell’universo della moda.
Non solo Kylie Jenner non ha contribuito a preservare il mito del Fantasy Bra, ma ha indossato il reggiseno più costoso nella storia del marchio, battendo il precedente record stabilito dall’unica Übermodel mai esistita, Gisele Bündchen, nel 2000 con il Red Hot Fantasy Bra dal valore di 15 milioni di dollari.
Com’è possibile che uno dei maggiori riconoscimenti nel mondo della moda appartenga a qualcuno che non ne fa formalmente parte? Il direttore creativo Adam Selman ha motivato la scelta definendo Jenner una figura di enorme influenza culturale.
Secondo questi parametri una supermodella dovrebbe ricevere un Oscar onorario per un cameo in un film, e un’atleta dovrebbe vincere un premio solo perché ha milioni di followers sui social media? Victoria’s Secret è ancora capace di celebrare il prestigio delle proprie modelle o ha bisogno di prendere in prestito quello delle celebrità?
A questa domanda Victoria’s Secret risponde parzialmente con la comparsa nello show delle storiche supermodelle Adriana Lima, Candice Swanepoel e Alessandra Ambrosio: i volti che hanno trasformato un marchio di abbigliamento femminile nel sogno di bellezza di milioni di giovani donne.
Ma riconferma i dubbi sul proprio orientamento commerciale con l’inclusione delle modelle plus size, già annunciate come nuove testimonial nelle campagne pubblicitarie nel 2019, e per la prima volta protagoniste sulla passerella di Victoria’s Secret nel 2024.
La crisi identitaria di Victoria’s Secret precede la pandemia, ma è proprio attraverso gli sconvolgimenti degli anni successivi che assume un significato culturale più ampio. Il Covid-19 ha imposto una nuova centralità alla vulnerabilità del corpo e alla precarietà delle certezze quotidiane, mentre l’immaginario del marchio continuava a fondarsi su una bellezza distante, spettacolare e apparentemente invulnerabile.
In questo contesto, il tentativo di avvicinarsi a una rappresentazione più inclusiva può essere letto non soltanto come una scelta commerciale, ma anche come la ricerca di un linguaggio capace di rispondere alle aspettative di una società cambiata. Ma questa ulteriore distanza tra sogno e realtà non sarebbe stata verosimilmente l’occasione perfetta per confermare l’efficacia della fantasia venduta da Victoria’s Secret?
Nell’epoca in cui tutto è accessibile questa rimane una domanda esclusiva.
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