Europa e Unione Europea

Il paradosso serbo: si possono perseguire i valori della UE senza rompere con Mosca?

La vittoria elettorale degli studenti serbi porta la loro protesta dentro la politica. Non sono anti-russi e non chiedono sanzioni contro Mosca, ma rivendicano trasparenza, stato di diritto e valori democratici europei.

Una manifestazione di studenti in Serbia. In primo piano una figura avvolta nella bandiera serba; sullo sfondo, il profilo di Belgrado e le cupole di Mosca. A sinistra, la sagoma del conduttore.
InOltre05/11/2026Aggiornato 05/11/20261 min lettura94 parole

La vittoria elettorale del movimento studentesco serbo apre una nuova fase nella sfida al sistema di Vučić. In un Paese storicamente legato a Mosca, gli studenti non chiedono sanzioni contro la Russia né si dichiarano anti-russi. Eppure la loro battaglia contro corruzione, disinformazione e interferenze straniere, comprese quelle russe e cinesi, si richiama ai principi di trasparenza, stato di diritto e democrazia dell’Unione europea. È il paradosso serbo: una vittoria politica che parla il linguaggio dei valori europei senza fare dell’opposizione a Mosca la propria bandiera. A cura di Alessandra Libutti e Raffaele Magaldi.

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